lunedì 1 luglio 2013

LIBRI: "La filosfia in cinquanta favole" di Ermanno Bencivenga - oscarmondadori

La filosofia in cinquantadue favole
Un giorno, chissà come, nacque un uomo immortale. Ossia: poteva morire se voleva, bastava che bevesse l'acqua delle Fonti Maligne, ma poteva anche non morire, e questa era una gran fortuna. Cosi almeno pensavano i suoi amici e parenti, che non la smettevano di congratularsi con lui. l'uomo immortale crebbe, si trovò un lavoro, si sposò ed ebbe dei figli. E visse felice e contento, per un pò. Poi intorno a lui la gente cominciò a morire: tutti quelli che conosceva, e sua moglie e i suoi figli, sparirono uno dopo l'altro. C'era gente nuova in giro adesso, e l'uomo immortale ovette cominciare daccapo: risposarsi, avere altri figli, farsi altri amici. Ogni volta che incontrava qualcuno, doveva raccontagli tutta la sua storia dall'inizio, perché quelli che la storia la sapevano non c'erano più, ed era una lunga storia, e diventava più lunga di giorno in giorno. E sempre più l'uomo immortale pensava che non valesse la pena di raccontarla, perché tanto anche questo nuovo amico di un anno o di un'ora avrebbe finito per sparire. E sempre meno gli riusciva di sopportare la paura e la rabbia che leggeva negli occhi dell'altro. Una sera d'estate l'uomo immortale si recò alle Fonti Maligne, si sedette di fronte l'acqua che scorreva e passò ore a contemplarla. In realtà non la vedeva affatto: pensava invece a quella sua vita implacabile. Quando infine si alzò, si chinò e bevve, i pochi curiosi li intorno si guardarono perplessi. E anche gli altri, quando la notizia si diffuse nelle grandi città affollate di rabbia e di paura, non seppero darsene ragione. "Luomo immortale" tratto dal libro "La filosfia in cinquanta favole" di Ermanno Bencivenga - oscarmondadori