sabato 19 aprile 2014

RACCONTI: SOGNANDO LONDRA……di Roberta La Placa


Paola, sorridendo, adagia la sua laurea nel cassetto, per mettere i suoi vestiti in una valigia che indosserà l'etichetta Milano-Londra. I sogni dentro al cassetto fanno la muffa. Meglio far fare la muffa alla laurea che non ai sogni.
Luca, sbuffando, apre il cassetto pieno di confusione, come la sua mente, svogliatamente e pieno di rabbia prende i suoi vestiti e li getta in una valigia. Lascerà Roma per vivere Londra.
Roberto sposta con sicurezza i suoi vestiti dal cassetto alla valigia. I suoi vestiti andranno da un armadio vissuto di Palermo in uno vissuto da altri con volti mai incontrati, a Londra.
Paola ha 24 anni. Si è appena laureata in lettere e lingue moderne. Il giorno della laurea ha sorpreso i suoi genitori e i suoi amici che la stavano festeggiando con emozione ed allegria, annunciando il suo desiderio di trasferirsi a Londra. La sua più cara amica le suggerisce di provare a cercare lavoro e di non “far fuggire il suo cervello”. Paola con addosso l’euforia e la stanchezza del giorno dove il sogno inseguito per tanti anni era diventato realta’, risponde che la crisi è una grande opportunita’. Non si puo’ pretendere che le cose cambino se continuamo a fare le stesse cose. La crisi porta progresso. La creativita’ nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. Einstein sosteneva che e’ nella crisi che nasce l’inventiva. La crisi regala ai giovani l’opportunita’ di vivere un’esperienza nel mondo. I cervelli non fuggono da nessuna parte perche’ non si staccano mai dal corpo.
Luca ha 35 anni. Si è laureato da due anni in scienze politiche. Non ha mai lavorato. La crisi è sempre stata una buona scusa per inviare solo curriculum vite ai suoi amici per farsi aiutare e raccomandare. Ha una grande rabbia contro il governo che non gli dà l’opportunità di un posto di lavoro anche se è laureato. Avendo una laurea, vuole una posizione dirigenziale in azienda. Gli hanno offerto diversi stage per iniziare l’approccio con il mondo del lavoro ma Luca ha sempre rifiutato. Non vuole fare la gavetta. Vuole iniziare dall'alto. Rifiuta di comprendere che per andare in alto è necessario iniziare la salita.
Trascorre le giornate dormendo fino a mezzogiorno, vivendo con i suoi genitori che cercano di stimolarlo alla ricerca di un lavoro, ma continuano a dargli i soldi che lui spende al bar alla sera. Ha visto amici partire per Londra dove hanno trovato lavoro. Dando calci contro un muro, gridando ancora tutta le sua rabbia contro i politici, decide di trasferirsi a Londra. I suoi genitori sono contenti perche’ percepiscono l’opportunità per il figlio di mettere ordine nella sua vita e di iniziare a lavorare per costruire il suo futuro.
Luca non parla inglese. Non gli interessa, non pensa che sia la priorità necessaria per trovare lavoro a Londra. Crede che lo avrà, grazie all’aiuto di amici che non conosce. Ha trascorso giorni su Facebook, cercando disperatamente persone che vivono a Londra, elemosinando aiuto per il lavoro e per la casa. A chi ha chiesto di inviargli il suo cv, l’ha inviato in italiano sperando che glielo traducessero.
Roberto ha 45 anni. E’ divorziato, ha tre figli. Dopo anni come dipendente nel settore dell’edilizia, insieme a un amico ha costruito la sua società che gli ha dato l’opportunità di acquistare casa nella sua Palermo, di provvedere alla crescita dei figli e di riprendere a sorridere nella vita. La crisi l’ha costretto a chiudere la sua ditta improvvisamente per non rischiare di perdere ancora più soldi di quanti ne stesse già perdendo. Non può permettersi di piangersi addosso e a non reagire. Non può reagire solo lamentandosi, deprimendosi, stando a letto tutto il giorno guardando il soffitto. Comprende da subito che non sarà facile rimettersi in gioco nella sua Palermo. Londra sarà la città che potrò dargli il respiro di un lavoro, anche se lui ogni giorno respira mare. Conosce poco l’inglese. Non c’é tempo per fare un corso. Non c’è tempo per prepararsi a questo cambiamento. C’é solo il tempo per comprare un biglietto aereo di sola andata, prenotare un ostello per la prima settimana e partire con una valigia di 15 chilogrammi.
Paola, Luca e Roberto si incontrano nella cucina dell’ostello. Lo sguardo smarrito di primo giorno, li accomuna. Da uno “scusa” invece di un “sorry” comprendono di essere tutti e tre italiani.
Paola felicemente sorride.
Luca svogliatamente sbuffa
Roberto curiosamente spera.
Paola inizia a chiacchierare.
-“Domani ho quattro appuntamenti per vedere una camera da affittare e ho un colloquio di lavoro”-
-“sei appena arrivata. Come fai ad avere già degli appuntamenti per la casa e per il lavoro?” -chiede Luca con quell’aria di chi pensa già che tornerà presto a Roma perché a Londra non troverà né una casa dove stare né un luogo dove lavorare.
-“Venire a Londra è sempre stato il mio sogno. Oggi è il mio primo giorno di vita del mio sogno. Voglio crescere questo sogno. Voglio che la realta’ londinese diventi piu’ bella del mio sogno. Per anni ho studiato l’inglese. Gli ultimi mesi, insieme alla creazione della tesi di laurea, ho viaggiato sui siti per essere pronta al mio arrivo a cercare casa e lavoro a Londra, ho letto molto per conoscere la cultura degli inglesi per inserirmi più velocemente”-
Roberto ascolta affascinato le parole di Paola, chiedendo se, per favore, può dargli gli indirizzi dei siti per trovare casa.
Luca ascolta distrattamente, desiderando di trovarsi nella sua cucina di casa aspettando che le lasagne cucinate dalla mamma siano pronte, borbottando che lui e’ a Londra a causa della crisi.
Paola sottolinea che chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e da piu' valore ai problemi che alle soluzioni. L'unica crisi pericolosa, è la tragedia di non voler lottare per superarla.
Paola passa tutte le informazioni in suo possesso a Luca e Roberto.
Paola torna in camera. E’ felicemente emozionata. Domani si sveglierà per la prima volta a Londra. Ha voglia di vivere la sua nuova vita londinese indossando la curiosità.
Roberto torna in camera. Il letto non è confortevole come quello che ha lasciato, ma non gli importa nulla. Londra non è il sogno di Roberto, ma è la città che può rappresentare l’opportunità per ricostruirsi una nuova vita ed ha fretta di iniziarla. Non gli importa se il cibo non avrà il sapore della sua Sicilia. Non gli importa se il sole non illuminerà il cielo grigio. Presto il sole sarà dentro di lui per far brillare ogni pensiero. Apre il computer. Visita i siti per cercare casa e invia quindici richieste di appuntamenti per vederle.
Luca torna in camera. Il materasso è troppo soffice. Non gli piace la stanza dove vive. E’ arrabbiato con i suoi genitori, con gli amici, con la fidanzata che l’ha lasciato, con i politici accusandoli che è colpa di ognuno di loro se è costretto a fare “l’emigrante” in una citta’ troppo rumorosa, troppo caotica, sempre di corsa, dove si mangia male e dove il sole non si vede mai.
Apre il computer. Strappa il biglietto dove Paola ha scritto gli indirizzi dei siti. Intanto è convinto che non troverà nulla se non con l’aiuto di qualcuno. Scrive a tutti i suoi finti amici mai incontrati di Facebook che vivono a Londra che aveva contattato per chiedere aiuto. Implora nuovamente aiuto. Uno gli risponde offrendogli un posto da cameriere in un ristorante italiano. Luca lo insulta
- “ ti ricordo che io sono laureato in scienze politiche e non mi abbasso a fare il cameriere”- Luca si addormenta per svegliarsi il giorno dopo a mezzogiorno.
Dopo due giorni Paola attraversa la lobby dell’ostello con la sua valigia. Incontra Luca e Roberto.
- “Ragazzi vi saluto. Teniamoci in contatto. Questo è il mio numero. Ieri tra diversi appuntamenti che avevo per la casa, ho trovato una stanza molto carina e mi sto trasferendo. Il mio desiderio è insegnare. Ho studiato per avvicinarmi al mio sogno. Al sogno dobbiamo andargli incontro. C’è sempre un percorso da fare verso il sogno. Inizierò a lavorare in un bar di una scuola. E voi cosa mi raccontate, quali novità avete?”-
Roberto guarda Paola ammirata per il suo entusiasmo e per il suo camminare verso il sogno. Pensava che a 45 anni non si potesse più sognare. Invece i sogni non hanno età.
-“Ieri mattina sono stato in camera davanti al computer ad attendere le risposte per andare a vedere le case. Nel pomeriggio sono andato a portare personalmente il mio cv nei ristoranti e in una catena di supermercati. Oggi vado a vedere tre stanze e ho il mio primo colloquio di lavoro. Vado anche a iscrivermi a un corso di lingua inglese perche’ vorrei prepararmi per fare il lavoro di cui ho esperienza, a Londra” racconta Roberto con entusiasmo e curiosita’-
Luca invece – “Mi sono svegliato tardissimo. Ho chiesto aiuto ai miei amici, ma nessuno mi ha aiutato. Sono disperato. Non credo che riuscirò a trovare lavoro. I miei genitori dall’Italia mi hanno fato tradurre il mio cv. Non ho voglia di camminare con questo freddo e questo cielo grigio per consegnare i cv a mano. Ora torno in stanza e gli invierò via email”
Paola ha lavorato duro nel bar della scuola svegliandosi alle cinque ogni mattina, viaggiando un’ora e mezza in metropolitana per arrivare al lavoro. Ha chiesto di collaborare dopo aver terminato il suo turno di lavoro al bar, senza essere pagata, come assistente dell'insegnante. Grazie a questa esperienza, è stata assunta come insegnante in una scuola italiana. Paola cammina felice nelle strade di Londra, dove il suo sogno è diventato realtà.
Roberto, dopo aver trovato una stanza dopo qualche giorno, ha camminato tra le vie di Londra iniziando al mattino e terminando alla sera a lasciare i suoi cv per ricevere la chiamata per un colloquio da un supermercato come cassiere. Non avrebbe mai pensato che, potessero offrirgli un lavoro a contatto con le persone a causa del suo basso livello d’inglese. Invece la sua attitudine alla comunicazione, la sua simpatia, il suo sorriso verso la gente, la sua determinazione nel volere un lavoro, hanno fatto si che ha ottenuto la posizione e dopo tre mesi anche la promozione. Continua a studiare inglese perchè tra sei mesi inizierà a lavorare nel settore dell'edilizia. Cammina felice nelle strade di Londra sentendo nuovamente il sorriso far parte del suo cuore.
Luca non ha trovato lavoro. Non si è mai presentato a un colloquio perchè quando la sveglia suonava, la spegneva, riprendendo il suo sonno interrotto. Ha rabbia verso tutte le persone che non l'hanno aiutato. Si sente abbandonato. Troppo abituato a dare sempre la colpa agli altri degli eventi della sua vita che non ha saputo prendere la responsabilità di abbracciare la sua vita. Luca cammina infelice nelle strade di Roma.
Siamo solo noi che possiamo aiutare noi stessi.
E’ lontano solo ciò che non ci interessa raggiungere.
Roberta La Placa
robertalap@hotmail.com

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