venerdì 13 novembre 2015

Le noci di Motta Camastra, ricette e superstizioni

Una noce Una noce ph. SiciliaWeekend
Nel panorama della varietà di frutta secca che offre la Sicilia la noce è di certo quella che suscita, tra mito e leggende, curiosità e fascino.
Se ce la troviamo tra le mani, sin da piccoli, la sua composizione e forma non può che incuriosire aprendo le porte della fantasia a giochi e sperimentazioni. La buccia dura composta da due perfette metà simmetriche, con qualche trucchetto anche facili da aprire, e il mallo interno, del tutto simile al cervello umano, quasi in maniera subliminale riportano ad archetipi che da millenni la storia, le religioni e la fantasia degli scrittori hanno, ancora non del tutto, descritto e narrato.
E, come sempre accade, ciò che custodisce qualcosa di importante risulta avere doppia valenza, positiva e negativa, nell’immaginario collettivo. Nelle favole (per chi volesse approfondire o farle conoscere ai propri piccoli suggeriamo “Il forno” dei fratelli Grimm) le noci, per quanto piccole, contengono tesori nascosti e sono foriere di poteri magici capaci di risolvere le questioni di cuore delle principesse. Anche sognarle è segno di buon auspicio per qualcosa che si realizzerà presto a proprio vantaggio.
Non mancano le superstizioni anche in Sicilia: qui, ancora oggi, tenere una noce in tasca si pensa tenga lontane le malattie principalmente quelle mentali (per via della forma del frutto) e, soprattutto, la cattiva sorte. Già, perché le noci, e con esse gli alberi che le producono, sembra siano care anche alle streghe oltre che alle divinità. Mai dormire sotto un albero di noci ci hanno sempre ripetuto gli anziani: forse non lo sapevate ma le fronde, che si espandono negli anni in maniera consistente, producono una sostanza velenosa che provoca fastidi a livello fisico. Per lo stesso motivo intorno ad un noce non troverete mai altri alberi crescere prossimi; così, per esempio, nella Bibbia si legge che proprio il noce era l’unico albero escluso dal Paradiso. Se però, durante un forte temporale, ne avvistate uno riparatevi sotto di esso poiché non vengono mai colpiti dai fulmini.
Nella nostra terra se ne coltivano diverse varietà ma le più particolari e saporite si trovano a Motta Camastra, piccolo centro in provincia di Messina: qui potrete gustarne alcune molto grandi nella forma, la Panuzzara, e molto piccole, la Pacenzia, oltre alla Currò. A parità di lievi sfumature di gusto e organolettiche, le proprietà nutritive, terapeutiche e d’impiego delle noci sono del tutto uniche. Ricche di selenio, quelle di Motta Camastra sembra ne contengano cento volte di più in percentuale rispetto alle produzioni di altre zone d’Italia, ma anche di numerosi altri sali minerali, vitamine del gruppo B, proteine e grassi soprattuto Omega 3 e Omega 6, fondamentali per la prevenzione delle malattie dell’apparato cardio-vascolare.
Il consumo costante dei gherigli, poi, previene malattie tumorali e carenze alimentari che attaccano l’apparato genitale maschile. Ma non è ancora tutto: foglie e germogli offrono ancora delle opportunità di impiego. Le prime, in erboristeria, vengono preparate per i decotti, che contrastano diabete e obesità; i secondi, invece, servono alla produzione del vino di noci, estratto profumatissimo che allieta dall’aperitivo al dessert.
A tavola le noci offrono molti spunti enogastronomici: oltre al sopracitato vino, vi consigliamo di provare almeno una volta il nocino, ottenuto da una particolare lavorazione (oltre che da una particolare raccolta: leggenda vuole che le noci debbano essere prese nella notte di san Giovanni il 24 giugno e lasciate a favore della rugiada mattutina) dei malli non ancora maturi.
A tavola, oltre ad arricchire zuppe e insalate, torte dolci o salate, ripieni per ravioli e panserotti tipici regionali, le noci possono, in un sol colpo, arricchire piatti semplici senza far spostare troppo l’ago della bilancia ma aggiungendo sapore. Esempio ne è il primo piatto “pasta ricotta e noci”.

Pasta ricotta e noci, la ricetta

Vi suggeriamo questa ricetta, semplice ma gustosissima, perché oltre alle noci, appunto, la ricotta è da poco ritornata nel suo periodo migliore per degustarla. Scegliete il formato di pasta che più gradite, possibilmente pasta corta, e una freschissima ricotta di pecora; le quantità sono del tutto soggettive, dipenderanno dal grado di amalgama degli ingredienti che preferite. Mettete a bollire la pasta e pochi minuti prima che sia al dente sciogliete in un piatto da portata la ricotta con l’acqua-pasta (il calore dell’acqua formerà una gradevolissima crema), grattugiate pepe nero fresco e un po' di parmigiano. Assaggiate e aggiustate di sale a vostro piacimento. Scolate la pasta e disponetela nel piatto con la ricotta, rimescolate bene, aggiungete altro parmigiano e le noci, precedentemente sgusciate e passate qualche minuto a tostare in padella. Se poi avete esagerato nelle quantità non preoccupatevi, riscaldata al forno il giorno dopo vi sembrerà ancora più buona
fonte: http://siciliaweekend.info/sw/cibo/item/2657-le-noci-di-motta-camastra,-ricette-e-superstizioni.html

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