giovedì 29 ottobre 2015

LIBRI: Bagheria di Dacia Maraini - Bur


Un lungo racconto autobiografico che ritrae, con affetto e partecipazione, la Sicilia, la cittadina di Bagheria, l'atmosfera in cui la Maraini approda da bambina dopo due durissimi anni di prigionia in un campo di concentramento giapponese. Dai ricordi, dai sapori, dagli odori, emerge tutto un mondo fatto di affetti profondi, di scoperte del sesso, della natura e poi la mafia, lo scempio edilizio, l'arroganza di una società che sconvolge.

martedì 27 ottobre 2015

LIBRI: L'uomo dei tulipani di Lorenzo Marini - Romanzo Lupetti

Ogni pagina, un petalo, ogni petalo un personaggio; il tutto sintetizzato in una sorta di book, quale è il nuovo romanzo di Lorenzo Marini, con un unico protagonista indiscusso: il tulipano, molto più di un fiore, quasi fosse il simbolo dell’unicità.
Insolito il romanzo, come insolita la scelta di impaginazione: in una sorta di duetto stilistico trovano il loro spazio sia l’espressione visiva che la descrittiva del romanzo.
Alla sua sinistra, il libro lascia che siano i tulipani a raccontarsi, concedendosi agli scatti fotografici di Riccardo Rietti, che con delicata passione sa cogliere la loro essenza e renderla evidente in immagini. Giochi di luce ed inquadrature suggestive rendono piacevole anche solo sfogliare questo libro. Non delude, però, le aspettative passare alla fase successiva e posare lo sguardo sul lato destro del libro e lasciare a Marini lo spazio del suo racconto: la sua penna narra di Amsterdam nel 1600, di vite che non possono non sovrapporsi in un intrigo di fili e incroci; perché Amsterdam è questo: vicoli e canali, ma soprattutto un disegno unico come la tela del ragno.
Con un stile maturo e consapevole, Marini ci introduce così in un caleidoscopico mondo i cui personaggi sembrano incastrarsi perfettamente in un gioco fatto di colori, profumi e suoni, il cui filo comune sia lo scandire del tempo ed il tentativo di mantenere fede alle promesse.
Ogni personaggio ha un nome che racconta la sua storia, intrisa di grottesca follia, attesa, assenza, silenzi e disperazione.
Incontriamo così il maestro Napilut: come il suo nome lascia intuire è il pittore di tulipani, i cui quadri sembrano parlare per effetto del “tocco Napilut” che instilla ai quadri una sorta di soffio vitale. Un segreto, il tocco Napilut, fatto di fusioni di colori e sostante rare, miscelate con cura da Blu, la sua assistente cieca, che vede oltre il nero dei suoi occhi. A questo si vanno ad aggiungere le tonalità passionali che la sua modella genera in lui: Assenzia, la donna che ama e da cui è riamato, in una sorta di impossibile amore a causa di una promessa d’attesa, una promessa che Assenzia ha regalato al suo marinaio.
Una promessa è diventata anche la ragione di vita dell’orologiaio Van der Clock: ha promesso alla sua principessa che ci sarà e da quel giorno la sua vita è scadenzata da attimi ed attese.
Così come il dottor Claudius, catalogatore di nuvole ha fatto delle stesse il senso del proprio esistere, nella ricerca costante della loro essenza.
Allo stesso modo il dottor Van Der Calm ha una promessa, quella di fermare il tempo, in una sorta di donchisciottesca ed altrettanto rocambolesca lotta con i suoi Mulini Controvento.
Molti altri i personaggi, molte altre le promesse che arricchiscono questa Amsterdam i cui tulipani resteranno unici, almeno fino a che la loro malattia non sarà curata, che poi, in fondo, è il destino di ogni folle.

lunedì 26 ottobre 2015

LIBRI: Tomaso Largaspugna uomo pubblico di Arnaldo Fraccaroli - Sellerio editore Palermo


Tomaso Largaspugna, l'uomo pubblico di cui in questo libro del 1902 il giornalista letterato Fraccaroli fa satira, ottant'anni dopo, con la faccia di Peter Sellers, sarebbe stato il giardiniere di Oltre il giardino. Un «nulla vestito a festa», inventato e avventurato, che una dose di altrui furbizia e un sistema elettorale adatto, promuovono a uomo politico di primo piano (Jeremy Bentham, il filosofo teorico della democrazia, ripeteva che a fare una democrazia sono necessari e sufficienti tre elementi: il suffragio universale, elezioni frequenti, e una stampa veramente libera, tutto il resto essendo orpello inutile o ostacolo). Tomaso Largaspugna uomo pubblico è infatti una satira politica e di costume ad ampio raggio, farsesca e alquanto divertente. Con gli occhi dell'oggi, però, questo romanzo può leggersi come una satira più allusiva, a un certo sistema elettorale personalizzato: in cui una lobby (quella di Largaspugna è arcaica e casalinga), una stampa compiacente (il cronista che sostiene l'onorevole sembra preso dal vaudeville), un minimo di voto di scambio (nel paese di Largaspugna col voto si scambia ancora innocente vino) consentono l'elezione di un imbecille colla mania di imparare a memoria formule politiche tratte dai giornali. L'elezione di un nulla, purché sia vestito a festa.

mercoledì 21 ottobre 2015

LIBRI: Cattivi esempi di Mario Pacelli - Sellerio editore Palermo


Storia «scandalosa» dei primi decenni dell'Italia unita, gli intrighi, i vizi, le angherie, le corruzioni grandi o piccole intorno alla corte e al Parlamento, a formare quasi lo scheletro nascosto dei successivi eventi.

venerdì 16 ottobre 2015

VIDEO: Olivia Sellerio canta "Vuci mia cantannu vai"


VIDEO: Olivia Sellerio canta "Lu jornu ca cantavanu li manu"


Lu jornu ca cantavanu li manu (parole, musica, voce Olivia Sellerio, violoncello: Domenico Guddo;
chitarre: Tobia Vaccaro, Lino Costa; percussioni: Giovanni Apprendi e Fabrizio Francoforte)

Lu jornu ca cantavanu li manu
Dintra li vrazza non tornerà
E parru ca la lingua rumpi l'ossa
- ciumi di stenti- cori a metà

Tu m'ha lassari e ti n'agghiri
m'ha lassari e ti n'agghiri
Tu m'ha lassari e ti n'agghiri
Amuri amuri

Iu t'ha lassari e mi n'agghiri
t'ha lassari e mi n'agghiri
Iu t'ha lassari e mi n'agghiri
Amuri amuri

Dissi ca puru nta st'unfernu
l'avia a 'ncucciari
Lu ciatu me
E tannu comu c'avia crirutu
E ora mi sfardi comu cu è ghiè

Tu m'ha lassari e ti n'agghiri
m'ha lassari e ti n'agghiri
Tu m'ha lassari e ti n'agghiri
Amuri amuri

Iu t'ha lassari e mi n'agghiri
t'ha lassari e mi n'agghiri
Iu t'ha lassari e mi n'agghiri
Amuri amuri

traduzione:
Il giorno in cui cantavano le mani
Tra le braccia non tornerà
E parlo che la lingua rompe le ossa
Fiume di stenti cuore a metà
Tu devi lasciarmi e andartene
Devi lasciarmi e andartene
Tu devi lasciarmi e andartene
Amore, amore
Io devo lasciarti e andarmene
Devo lasciarti e andarmene
Io devo lasciarti e andarmene
Amore, amore
Dicevano che pure in questo inferno
L'avrei incontrato (il fiato) l'amore mio
E allora come ci avevo creduto
E ora mi (calpesti) tratti come una qualsiasi
Tu devi lasciarmi e andartene
Devi lasciarmi e andartene
Tu devi lasciarmi e andartene
Amore, amore
Io devo lasciarti e andarmene
Devo lasciarti e andarmene
Io devo lasciarti e andarmene
Amore, amore.

mercoledì 14 ottobre 2015

LIBRI: Il mistero Putin di Fernando Mezzetti - Boroli ediore

Il mistero Putin. Uomo della provvidenza o del ritorno al passato?
Ieri Putin non era nessuno. Oggi è il secondo uomo "più potente" del mondo, anche se la sua Russia non è più l'Unione Sovietica fondata da Lenin. Come ciò sia potuto accadere è un mistero o, meglio, era un mistero fino ad ora. Di sé, il presidente russo ha sempre cercato di dare un basso profilo: uomo semplice venuto dal nulla, modello di ragazzo formatosi nelle grigie scuole sovietiche. Solo un'ambizione, entrare nel Kgb. Putin è figlio, emblema e proiezione di quell'ingranaggio del potere occulto che fu il Kgb. Nella sostanza, un uomo in missione speciale, la più importante che i "servizi" si siano mai dati: la conquista del vertice più alto del potere.