giovedì 14 gennaio 2016

Dal Castello di Cefalà ai sapori di Marineo

Castellodi Cefalà Diana Castello di Cefalà Diana ph. SiciliaWeekend
Gli ingredienti ci sono tutti. Tra Cefalà Diana e Marineo per un tour che allieta gli occhi, le gambe e il palato. Dal meraviglioso castello ad una passeggiata nella riserva dalla quale nascono calde acque termali, sino ad arrivare al più classico dei sapori di Sicilia (pane e tuma) ecco un bel tour per gustare la provincia di Palermo.
Si parte in auto di buon'ora, in modo da arrivare in tempo a far rifornimento di vivande, prima che i buoni prodotti del territorio vadano a ruba. Imboccate la Palermo Agrigento e uscite a Marineo, porta d'accesso all'intero comprensorio di Ficuzza, qui un articolo con una possibile passeggiata adatta anche ai bambini, e centro rinomato per le sue carni e i salumi.
Poche curve e sulla vostra destra troverete l'indicazione di un panificio con forno a legna. Scendete a comprate il buon pane all'antica di questo forno o la focaccia con farina di tumminia. La domenica alcuni pastori portano qualche forma di tuma, qualche altra di primosale e della ricotta di pura pecora. Il fornaio sarà felice di raccontarvi di come ancora impasta e di come il suo prodotto duri per diversi giorni mantenendosi fresco e genuino senza l'aiuto di alcun additivo.
Si torna in macchina e si ripercorre nuovamente la strada per rientrare sulla strada statale: prossima uscita Cefalà Diana. Tenete gli occhi puntati sulla destra. Sarete vicini alla contrada di Tumminia quando inizierete a vedere i ruderi del castello di Cefalà Diana. Sembrerà ad un passo da voi ma proseguirete la strada sino all'uscita del paese, come un semicerchio che cinge il promontorio sul quale sorge la struttura normanna. E' in questo piccolo centro che ci sarebbero resti archeologici della dominazione araba non inficiati dalle dominazioni successive.

Il castello di Cefalà Diana

Un viale alberato vi accoglierà all'interno di un paesaggio delicato e dalla vista gradevole. Entrerete a Cefalà Diana e troverete tutte le indicazioni per arrivare comodamente sino al castello. Il paese è semplice ma la sua piazza e le molte strade acciottolate lo rendono un bel luogo per due passi o una sosta caffè. Poche centinaia di metri e sarete in cima al promontorio che domina tutti i comuni del comprensorio. Villafrati da un lato e Godrano dall'alto. Si vede anche il mare ed il promontorio di Monte Catalfano (qui un articolo d'approfondimento).
Una gradinata vi condurrà sino alla porta d'accesso alla struttura, la cui torre si erge ancora fiera e possente. Anche senza entrare avrete una visione chiara e completa di come doveva essere questa fortezza. Da uno dei suoi lati, un arco ridotto all'osso ricorda al visitatore come fragile possa essere anche un castello se non curato costantemente. La storia di questo luogo è legato alla famiglia Chiaramonte.

La riserva naturale Bagni di Cefalà Diana e Chiarastella

Pizzo Chiarastella è lì, proprio accanto a voi. Seguite le indicazioni turistiche per i bagni termali e scegliete il vostro punto d'accesso al monte. La salita non presenta grandi difficoltà e il paesaggio è unico. Occhio soltanto se procedete lungo sentieri non tracciati, per evitare inutili pericoli. Nasce da lì una sorgente d'acque termali che scende giù a valle e finisce sino alle “terme arabe”.
La strada che conduce alla struttura gestita dalla Soprintendenza per i beni culturali è una meraviglia: le vallate, i terreni arati e gli alberi. E su, ancora una volta, il castello sotto la cui ombra vi muovete. Terminato il tour potreste procedere fino a Bolognetta e da lì imboccare nuovamente la statale in direzione Palermo.
Fiancheggerete uliveti e coltivazioni di fichi d'india, luoghi adatti per scattare una bella foto prima di rientrare in città.
fonte: http://siciliaweekend.info/sw/cultura/item/2714-dal-castello-e-terme-di-cefal%C3%A0-diana-ai-sapori-di-marineo.html

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