giovedì 8 settembre 2016

Nebrodi Grotta del Lauro, nel regno dell’aquila reale


Siamo sui Nebrodi, in territorio di Alcara Li Fusi, la città dei grifoni e del muzzuni il rito pagano più antico d’Italia, porta d’accesso di un sentiero lungo un costone roccioso, le Rocche del Crasto, che porta lì dove stalattiti e stalagmiti incantano gli occhi di chi si addentra.
Il sentiero parte poco fuori il centro abitato, in contrada Pasci, e si dipana al fianco della bella falesia della Rocca Calanna. E’ lì che nidifica l’aquila reale. Sarete a circa 1100 metri sul livello del mare, davanti a voi la porta della grotta. Una cavità che, goccia dopo goccia, ha creato spettacolari strutture architettoniche.
Ci sono due caverne e poi ancora cunicoli che continuano ad essere scavati dall’acqua, paradiso per il mondo della speleologia. Ma non c’è solo la natura a farla da padrone. La cavità ha anche importanza sotto il profilo archeologico. Si pensa infatti che la grotta sia stata sede di un insediamento umano risalente all’Età del Bronzo.
Buio pesto, umidità e temperatura costante sono gli ingredienti grazie a cui è nato questo spettacolo tridimensionale. In quelle condizioni resistono solo un paio di esseri invertebrati, endemici della grotta: l’Entotalassinum Nebrodium e il Beroniscus Marcelii.
L’escursione è per i veri amanti della speleologia e del trekking impegnativo, ma la fatica viene ripagata da scenari unici e da quella sensazione di magia che la natura di Sicilia sa regalare.

Grotta del Lauro, informazioni utili

Il sentiero è ben indicato e di libera fruizione. Per l’accesso alla grotta è invece consigliabile la presenza di una guida speleologica che potrete contattare tramite il comune di Alcara Li Fusi.

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