giovedì 6 ottobre 2016

Dal Castello di Cefalà ai sapori di Marineo


Si parte in auto di buon’ora, in modo da arrivare in tempo a far rifornimento di vivande, prima che i buoni prodotti del territorio vadano a ruba. Imboccate la Palermo Agrigento e uscite a Marineo, porta d’accesso all’intero comprensorio di Ficuzza, qui un articolo con una possibile passeggiata adatta anche ai bambini, e centro rinomato per le sue carni e i salumi.
Poche curve e sulla vostra destra troverete l’indicazione di un panificio con forno a legna. Scendete a comprate il buon pane all’antica di questo forno o la focaccia con farina di tumminia. La domenica alcuni pastori portano qualche forma di tuma, qualche altra di primosale e della ricotta di pura pecora. Il fornaio sarà felice di raccontarvi di come ancora impasta e di come il suo prodotto duri per diversi giorni mantenendosi fresco e genuino senza l’aiuto di alcun additivo.
Si torna in macchina e si ripercorre nuovamente la strada per rientrare sulla strada statale: prossima uscita Cefalà Diana. Tenete gli occhi puntati sulla destra. Sarete vicini alla contrada di Tumminia quando inizierete a vedere i ruderi del castello di Cefalà Diana. Sembrerà ad un passo da voi ma proseguirete la strada sino all’uscita del paese, come un semicerchio che cinge il promontorio sul quale sorge la struttura normanna. E’ in questo piccolo centro che ci sarebbero resti archeologici della dominazione araba non inficiati dalle dominazioni successive.

Il castello di Cefalà Diana

Un viale alberato vi accoglierà all’interno di un paesaggio delicato e dalla vista gradevole. Entrerete a Cefalà Diana e troverete tutte le indicazioni per arrivare comodamente sino al castello. Il paese è semplice ma la sua piazza e le molte strade acciottolate lo rendono un bel luogo per due passi o una sosta caffè. Poche centinaia di metri e sarete in cima al promontorio che domina tutti i comuni del comprensorio. Villafrati da un lato e Godrano dall’alto. Si vede anche il mare ed il promontorio di Monte Catalfano (qui un articolo d’approfondimento).
Una gradinata vi condurrà sino alla porta d’accesso alla struttura, la cui torre si erge ancora fiera e possente. Anche senza entrare avrete una visione chiara e completa di come doveva essere questa fortezza. Da uno dei suoi lati, un arco ridotto all’osso ricorda al visitatore come fragile possa essere anche un castello se non curato costantemente. La storia di questo luogo è legato alla famiglia Chiaramonte.

La riserva naturale Bagni di Cefalà Diana e Chiarastella

Pizzo Chiarastella è lì, proprio accanto a voi. Seguite le indicazioni turistiche per i bagni termali e scegliete il vostro punto d’accesso al monte. La salita non presenta grandi difficoltà e il paesaggio è unico. Occhio soltanto se procedete lungo sentieri non tracciati, per evitare inutili pericoli. Nasce da lì una sorgente d’acque termali che scende giù a valle e finisce sino alle “terme arabe”.
La strada che conduce alla struttura gestita dalla Soprintendenza per i beni culturali è una meraviglia: le vallate, i terreni arati e gli alberi. E su, ancora una volta, il castello sotto la cui ombra vi muovete. Terminato il tour potreste procedere fino a Bolognetta e da lì imboccare nuovamente la statale in direzione Palermo.
Fiancheggerete uliveti e coltivazioni di fichi d’india, luoghi adatti per scattare una bella foto prima di rientrare in città.

Le terme arabe di Cefalà Diana

Abbiamo scelto la domenica per un tour che comprendesse anche i sapori del luogo. Ma dobbiamo rinunciare ad entrare alle terme perché la domenica sono chiuse, esclusa la prima di ogni mese.
Dal punto di vista storico risalgono al XII secolo e sono il più antico esempio di struttura termale d’Italia. L’acqua sgorgava nel complesso votato al benessere a 35-38 gradi. Da monte a valle lungo un percorso che consentiva anche agli abitanti della zona di molti secoli fa di usufruire di ciò che la natura mette a disposizione per l’uomo, e praticamente a costo zero (se si esclude la costruzione ad archi della grande struttura termale). Un desiderio, quello del benessere, che evidentemente avevano a cuore anche i nostri antenati.
INFORMAZIONI UTILI
Le “terme arabe” di Cefalà Diana, secondo quanto pubblicato sul sito della Regione, sono aperte con il seguente calendario: giovedì e sabato 9,00-19,00 (ultimo ingresso 18,30); martedì, mercoledì, venerdì 9,00-14,00 (ultimo ingresso 13,30); lunedì, domenica e festivi chiuso; prima domenica del mese 9,00-14,00 (ultimo ingresso 13,30). A ciò si aggiunge anche la prima domenica del mese.
Per raggiungere Cefalà Diana, Marineo e Bolognetta percorrete la Statale 121 Palermo-Agrigento dall’uscita Villabate sulla Palermo-Catania.
FONTE: http://siciliaweekend.info/dal-castello-di-cefala-ai-sapori-di-marineo/

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