giovedì 29 settembre 2016

LIBRI: Il cittadino scomodo, come difendersi dagli abusi dei pubblici poteri di Alberto Bertuzzi - Mondadori

La sovranità appartiene al popolo. In altre parole a tutti noi. Sono cose che si dicono. anzi che si scrivono. Soprattutto nella Costituzione. Non sempre, però, il cittadino sovrano viene trattato con la dovuta deferenza. Quiunque abbia avuto bisogno di un certificato, di una pensione ecc., ne converrà. Sappiamo in astratto che la sovranità appartiene al popolo, ma quasi tutti siamo intimanente persuasi che l'espressione abbia un senso nobilmente vago, forse allegorico. Alberto Bertuzzi no. Lui la prende alla lettera. Questa è la sua originalità. Questo volume racconta il ciclo epico delle imprese di Bertuzzi fino alla straordinaria (e esilarante) "Operazione Roma" que vide il Cittadino in persona convocare sette ministri per esaminare le loro competenze e la loro conoscenza della Costituzione. È un libro candido e aggressivo, garbato e talvolta autoironico: insieme, è un libro che vuole stimolare l'imitazione, dando a tutti i cittadini il gusto dell'autodifesa e dell'esercizio dei propri poteri.

martedì 27 settembre 2016

LIBRI: Le insalate super dimagranti - RIZA


Una guida per sperimentare gustose insalate come contorno o piatto unico per chi ama questo cibo rapido da preparare, sano e light.
Oltre 100 ricette di insalate sfiziose e leggere, che combinano verdure, cereali, pesce, spezie ed erbe aromatiche, realizzate seguendo le indicazioni di una sana e corretta alimentazione.
Non mancano tutte le informazioni utili per conoscere le proprietà disintossicanti, diuretiche e digestive delle diverse varietà di insalate presenti in commercio, dalla lattuga alla rucola. Imparerai a scegliere i giusti condimenti per arricchire questa preparazione senza pesare sulla linea e i corretti abbinamenti bruciagrassi.

LIBRI: Metropolis Milano nella tempesta italiana di Giorgio Bocca - Mondadori


Milano capitale nel bene e nel male della parte più moderna del Paese, è al centro di una storia della nostra vita civile che partendo dalla fine degli anni Sessanta arriva fino a oggi. Il volume esprime il parere di Bocca sulla situazione italiana e sulle cause che l'hanno prodotta.

venerdì 23 settembre 2016

LIBRI: Neppure un rigo in cronaca di Gino & Michele - Feltrinelli


Un bar nel cuore della Piazza. 1957-1958: si avvicina la grande illusione del boom. Nel cuore di Milano una storia con tutte le contraddizioni, le speranze, i sentimenti di una società in evoluzione. Silvio, immigrato napoletano, fa il maestro elementare; Claudio è giornalista in un quotidiano del pomeriggio; Gilberto gestisce una tabaccheria con sua moglie Loredana; Antonio è un piccolo malavitoso. Tutto comincia con un'iscrizione al "Musichiere". Fatto è che questa piccola e tranquilla comitiva di conoscenti da caffè si ritrova, quasi senza rendersene conto, coinvolta in una rapina in un appartamento nella nuovissima Torre Velasca, il primo grattacielo di Milano. E adesso cosa succederà?

giovedì 22 settembre 2016

LIBRI: Gli arancini di Montalbano di Andrea Camilleri - Mondadori


Un mese con Montalbano è una raccolta di trenta racconti di Andrea Camilleri, pubblicata per la prima volta nel 1998 dalla Arnoldo Mondadori Editore.
Il titolo si collega al numero di racconti, che coinvolgerebbero il lettore per un mese esatto, leggendo un racconto ogni giorno, come afferma lo stesso autore nella nota conclusiva. Sempre a detta dello scrittore, la serie è stata realizzata in poco più di un anno e due mesi, fra il 1º dicembre 1996 ed il 30 gennaio 1998. Gran parte dei racconti sono inediti, mentre altri sono stati pubblicati precedentemente in alcune riviste locali.

mercoledì 21 settembre 2016

LIBRI: Un mese con Montalbano di Andrea Camilleri - Mondadori


Un mese con Montalbano è una raccolta di trenta racconti di Andrea Camilleri, pubblicata per la prima volta nel 1998 dalla Arnoldo Mondadori Editore.
Il titolo si collega al numero di racconti, che coinvolgerebbero il lettore per un mese esatto, leggendo un racconto ogni giorno, come afferma lo stesso autore nella nota conclusiva. Sempre a detta dello scrittore, la serie è stata realizzata in poco più di un anno e due mesi, fra il 1º dicembre 1996 ed il 30 gennaio 1998. Gran parte dei racconti sono inediti, mentre altri sono stati pubblicati precedentemente in alcune riviste locali.

martedì 20 settembre 2016

VIDEO: "Equilibrio interiore" di Pietro Pitarresi



Il corpo è mezzo di comunicazione dell'anima che riconosce il senso della Via. Le barriere architettoniche che supero in questo video sono la rappresentazione metaforica degli ostacoli che il mondo presenta ogni giorno.
Affronto tematiche particolari tra cui la consapevolezza di un ambiente vulnerabile e ostile ove convivo accettandone i rischi in ogni istante attraverso l'equilibrio interiore.
Un'altra tematica particolare è la rappresentazione di ogni singola scena realizzata appunto da me; volendo descriverne l'origine, dando anche un lato significativo della mia.

Regia; Scenografia; Coreografia Parkour; Monologo scritto e interpretato; Riprese e Montaggio - Pietro Pitarresi.

Location:
Città di Palermo;
Addaura (PA);
Isola delle Femmine (PA).

Attrezzatura:
Canon 7D con obiettivi Canon EF 50 mm f/1.8 II & Canon EF-S 10-18 mm f/4.5-5.6 IS STM Lens;
GoPro Hero 3 Plus Black Edition.

VIDEO: "Bellezza interiore" di Pietro Pitarresi (Parkour and Martial Arts of Pietro Pitarresi)


venerdì 16 settembre 2016

Trapani, sapore di sale sapore di mare


Trapani è spesso la meta furtiva di chi deve salire a bordo di un aliscafo per Favignana, Levanzo o Marettimo. Ma Trapani non è solo questo: Trapani è anche eleganza, è natura, gusto e tutto quello che può avere a che fare con un modo di viaggiare a misura di piedi, pedalate, barche a vela e ruote a motore.
E’ tutto lì, a due passi. Dalle strade curate del centro storico, a quelle in cui mulini a riposo osservano i riflessi delle montagne di sale. Dalle acque limpide in cui rinfrescarsi, ai dolci alla ricotta che sembrano affondare le radici in quelle stesse mura medievali che osservano dall’alto di quel borgo chiamato Erice.

Due passi nel centro storico di Trapani

Se il porto è il centro nevralgico di Trapani, allora è proprio da lì che bisogna incamminarsi per andare alla scoperta della città. Basterà dare le spalle al mare e addentrarsi fra i palazzi. Scoprirete un’antichità che lo skyline non riesce a regalare a chi si sofferma solo sul lungomare. Chiese e palazzi nobiliari che compongono un centro storico da vivere a piccoli passi, soffermandosi sui particolari e magari godendosi un caffè in uno dei tanti bar dei viali chiusi al traffico.
Alzate gli occhi a volte, c’è un bellissimo orologio astronomico proprio sopra la torre realizzata dove sorge anche la porta più antica della città. La piazza del vecchio mercato del pesce ed il mare che accarezza le case fanno di queste poche centinaia di metri quadrati un luogo magico sia di giorno che di notte.

Trapani: dalle saline all’aglio, sino alla magia di Erice

Ma se invece avete voglia di vedere cosa c’è oltre le mura, ecco che si apre uno scenario altrettanto ricco e variegato. In bicicletta è bellissimo poter andare alla scoperta delle saline che sorgono proprio poco fuori città. E se ci andate al tramonto, magari riparati da uno dei tanti mulini che tassellano la zona, scoprirete la magia degli stormi di uccelli che si preparano a passar la notte tra le pozze d’acqua. Il sale, con i suoi riflessi e la sua purezza, è una storia a sé.
Tirate dritto, come voleste raggiungere Marsala, e fermatevi tra le campagne di Nubia. Questo è il luogo in cui sorge il famoso aglio rosso, uno degli attori principali della cucina siciliana.
D’obbligo è anche una puntata ad Erice, la cittadina medievale che si erge proprio sopra Trapani. Raggiungibile anche in funivia, il borgo è il luogo giusto in cui assaggiare le genovesi alla ricotta, dolcetti che saranno la ciliegina sulla torta del vostro tour a Trapani.

martedì 13 settembre 2016

LIBRI: Il viaggiatore notturno di Maurizio Maggiani - Feltrinelli

"Il viaggiatore notturno" è un romanzo raccontato dal protagonista, che svolge le azioni in prima persona. Egli è uno specialista di migrazioni animali, in particolare di rondini; andato nel cuore del deserto sahariano, nell'Hoggar, insieme ad una squadra di uomini stipendiati per quella spedizione, si lascia contaminare da questo mondo, totalmente diverso da tutto il resto che egli aveva visto nella sua vita. Qui vive il popolo dei Tagil, dal quale egli impara molto, sia dal modo di vivere che dai racconti cantati dal vecchio saggio del gruppo. In un luogo dove tutto è roccia, dove il pasto è una pagnotta secca e tutto ciò che non è sabbia sono poche vecchie costruzioni, il modo di vivere varia completamente; attendendo la pioggia speranzoso di una migrazione temporanea di rondini egli inizia a raccontare al suo aiutante cosa accade nel mondo, in particolare nella zona del Caucaso e dell'est Europa, straziata dalle guerre. Questa storia nella storia occupa gran parte della narrazione e descrive sapientemente quei luoghi, cosi distanti dall'Hoggar e dai Tagil. In particolare non viene solo descritta geograficamente l'area e gli avvenimenti accaduti secondo una visuale oggettiva bensì si parla di queste zone secondo la visuale della gente che ci vive: le molteplici culture tutte a contatto e spesso in conflitto, si descrivono i luoghi visti dalla gente che ci abita da generazioni; qui i fatti trascendono nell'immaginazione dell'autore, egli alterna parti descrittive degli eventi a spiegazioni del tutto vagheggiate. Si narra del passato, quando aveva l'incarico di studiare le migrazioni degli orsi in Bosnia a causa della guerra civile e di come per raggiungere quel luogo aveva viaggiato sul camion del commerciante armeno, il quale parlava sempre raccontando molte storie riguardanti i luoghi circostanti. Si narra del popolo dei kubaci, i quali vivono distaccati da tutto il resto del mondo (nonostante siano situati al centro dell'est Europa) e della Perfetta, una delle governanti di questo singolare popolo, la quale cammina verso est con solo una borsa di nylon e vestiti del tempo dei Soviet. Questo libro, che privilegia i sentimenti ed i pensieri dell'uomo più che i fatti accaduti è una finestra sul secolo passato, che esalta lo spirito e di ogni luogo descritto ne racconta la vita degli uomini, sullo sfondo del contesto storico e culturale del paesaggio.

giovedì 8 settembre 2016

A Troina (Enna) i capolavori di Tiziano


Cinque i dipinti esposti: il “Ritratto di Paolo III col camauro”, del 1543, e il “Ritratto di Dama”, della metà del Cinquecento, di Tiziano Vecellio; la “Madonna delle rose in trono”, della seconda metà del Cinquecento, dei fratelli ticinesi Aurelio e Giovanni Pietro Luini; il “Ritratto d’uomo, ufficiale ignoto”, del 1626, del pittore fiammingo Jan Anthonisz van Ravesteyn; l’ “Ecce Homo”, del primo quarto del Cinquecento, attribuito alla Bottega degli eredi di Antonello da Messina.
Punta di diamante della mostra, su cui si focalizzerà l’interesse dell’intera esposizione, sarà il Ritratto di Paolo III Farnese che, dopo la rassegna, rimarrà in esposizione alla Torre fino alla metà del 2017, concretizzando in tal modo un vero e proprio primato nell’Italia meridionale: Troina diventerà l’unica città siciliana e del meridione, a sud di Napoli, a esporre un’opera del celebre Tiziano Vecellio.
La tela raffigurante Paolo III – concessa in prestito al Comune dal signor Ugo Miani, figlio del famoso pittore Gaetano Miani, originario di Troina – è il primo ritratto del Papa Farnese realizzato da Tiziano, di cui fa menzione anche il famoso pittore Giorgio Vasari in una lettera inviata allo storico Benedetto Varchi.
Una scoperta di altissimo valore scientifico, che certamente farà molto discutere esperti d’arte e accademici, mettendo in luce aspetti ancora inediti dell’imponente produzione artistica del Vecellio.
La mostra sarà inoltre affiancata da un itinerario storico-artistico che comprende l’esposizione permanente di altre importanti opere custodite in città, fra le quali i ritratti del Conte Ruggero e del vescovo Roberto (Chiesa Madre), dell’Ecce Homo, di San Silvestro, del vescovo Roberto e di padre Giacinto Chiavetta con paesaggio urbano (Chiesa dei Padri Cappuccini) e del vescovo Vincenzo Di Napoli (biblioteca comunale).
Nello spazio espositivo della mostra, è inoltre allestita anche una sala multimediale per permettere ai visitatori di apprezzare e conoscere più a fondo la produzione di Tiziano e degli altri artisti del Rinascimento.
INFORMAZIONI UTILI
La mostra è aperta dal martedì alla domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 17 alle 20.

Fra i colori del museo del carretto siciliano di Petralia Soprana


Villa Sgadari è il nome di un luogo che sembra essersi fermato nel tempo, proprio come il bel borgo di Petralia Soprana, sulle Madonie. Un leggero fascino retrò e poi la bellezza di ciò che circonda l’immobile rimesso a nuovo da un gruppo di ragazzi che, oltre a gestire il museo del carretto siciliano, si occupa di coltivare alberi da frutto autoctoni e dalle varietà antiche.
PetraViva Madonie, questo il nome della società che gestisce la villa, ha così trasformato le stanze di questa residenza nobiliare, nelle sale di un museo che ripercorre l’intera storia siciliana del carretto. La scuola catanese, quella palermitana e le forme e i colori che ne contraddistinguono le livree dipinte a mano.

Museo del carretto siciliano, cosa vedere

All’interno del museo del carretto siciliano troverete pane per i vostri occhi, soprattutto se amate i colori. Le tinte accese degli antichi mezzi di trasporto merci attirano infatti l’osservatore pezzo dopo pezzo. Ci sono “pezzi” ottocenteschi ed altri più moderni. Ruote e interi carretti rimessi a nuovo con grande maestria e cura per i particolari.
Potrete così ripercorrere un pezzo della storia siciliana e soprattutto rifare un tuffo nella storia attraverso le raffigurazioni decorate sui carretti stessi. Una storia a colori che fa l’occhiolino alla chanson de roland. Oltre ai carretti, in una sala, ci sono anche antichi pupi siciliani che completano il percorso museale.
Poi c’è l’esterno. Il verde e l’atmosfera da relax ottocentesco. Un luogo per conoscere e rilassarsi sia dentro che fuori.

Villa Sgadari e museo del carretto a Petralia Soprana: info utili

Per visitare il museo del carretto siciliano di Petralia Soprana occorre prenotare o mandare una mail con anticipo a petravivamadonie@gmail.com (333.4463454 – 3299139494).
Per arrivare a villa Sgadari vi conviene fermarvi a Petralia Soprana e chiedere sul posto. La villa si può comunque raggiungere anche a piedi dal centro del paese.

Al museo: Gangi, Giambecchina colora la sicilia


Gianbecchina, gangitano di adozione, non a caso è il “pittore dei contadini”: ne ritrae i tratti, il lavoro e la dignità. Ma non solo. Fa vivere anche l’amore, la tragedia, il pathos: gli elementi base della Sicilia. E per questo, la città di cui fu cittadino onorario, gli ha tributato una Pinacoteca, in cui sono custodite alcune tra le sue tele più celebri e appassionate.
Nel borgo più bello di Italia, all’interno dell’ottocentesco Palazzo Sgadari, una dopo l’altra le opere del pittore di Sambuca si susseguono e parlano all’osservatore. Sono ben 96 le tele che il maestro ha voluto donare a quel borgo e a quei cittadini che lo hanno accolto e amato. E di sicuro, quelle che più colpiscono il cuore sono quelle della Sicilia rurale degli anni ’40: il mondo contadino, i suoi valori e le sue fatiche sono immortalati nelle tele come imperituro ricordo.
Ma Gianbecchina non è solo questo. È anche la sperimentazione dell’astrattismo degli anni ’60: gli elementi naturali qui si fondono e confondono, l’acqua si mischia alle rocce e ai terremoti in un unicum equilibrato e affascinante. Altra esperienza che segna fortemente l’animo artistico del maestro, e si ritrova nelle tele di Palazzo Sgadari, è il terribile terremoto del 1968: qui lo sconforto, lo smarrimento, il dolore e la disperazione dei siciliani prende il sopravvento. Solo negli anni ’70 si giunge ad una fase più serena, armonica: è quella degli slanci amorosi giovanili, freschi e spontanei, innocenti e appassionati.
Impossibile non emozionarsi nel notare i piccoli particolari: le rughe sui volti, le mani piene di calli, gli orizzonti unici della bella terra di trinacria. E c’è anche la speranza di qualcosa di nuovo, di bello, dell’affacciarsi alla vita: come nell’opera “Le tre sorelle”, in cui le tre giovinette, raggianti e spensierate, si affacciano al muretto della vita. E così tra una tela e l’altra, ciò che accade all’osservatore è perdersi e ritrovare le proprie radici: perchè le opere di Gianbecchina parlano del nostro Dna, dei nostri avi e dei loro sacrifici, delle stagioni del cuore e di alcuni inevitabili passaggi della vita.
Vi sarà utile sapere che, oltre alle splendide opere di Gianbecchina, Palazzo Sgadari ospita anche il museo civico e delle armi.

Nebrodi Grotta del Lauro, nel regno dell’aquila reale


Siamo sui Nebrodi, in territorio di Alcara Li Fusi, la città dei grifoni e del muzzuni il rito pagano più antico d’Italia, porta d’accesso di un sentiero lungo un costone roccioso, le Rocche del Crasto, che porta lì dove stalattiti e stalagmiti incantano gli occhi di chi si addentra.
Il sentiero parte poco fuori il centro abitato, in contrada Pasci, e si dipana al fianco della bella falesia della Rocca Calanna. E’ lì che nidifica l’aquila reale. Sarete a circa 1100 metri sul livello del mare, davanti a voi la porta della grotta. Una cavità che, goccia dopo goccia, ha creato spettacolari strutture architettoniche.
Ci sono due caverne e poi ancora cunicoli che continuano ad essere scavati dall’acqua, paradiso per il mondo della speleologia. Ma non c’è solo la natura a farla da padrone. La cavità ha anche importanza sotto il profilo archeologico. Si pensa infatti che la grotta sia stata sede di un insediamento umano risalente all’Età del Bronzo.
Buio pesto, umidità e temperatura costante sono gli ingredienti grazie a cui è nato questo spettacolo tridimensionale. In quelle condizioni resistono solo un paio di esseri invertebrati, endemici della grotta: l’Entotalassinum Nebrodium e il Beroniscus Marcelii.
L’escursione è per i veri amanti della speleologia e del trekking impegnativo, ma la fatica viene ripagata da scenari unici e da quella sensazione di magia che la natura di Sicilia sa regalare.

Grotta del Lauro, informazioni utili

Il sentiero è ben indicato e di libera fruizione. Per l’accesso alla grotta è invece consigliabile la presenza di una guida speleologica che potrete contattare tramite il comune di Alcara Li Fusi.

A Isnello un parco astronomico per poter baciare le stelle


Il parco astronomico Gal Hassin, questo il suo nome, sarà (da domenica 11 settembre) non solo il fulcro di attività scientifiche di alto livello ma anche il luogo in cui turisti, famiglie e appassionati, potranno immergersi nel fantastico mondo dell’astronomia.
A cavallo fra scienze esatte e discipline umanistiche, “l’astronomia – racconta il responsabile della struttura Claudio Zellermayer – è una scienza per tutti. Facile da capire, almeno le sue basi, e coinvolgente”.
Un parco astronomico, un grande telescopio scientifico che sorgerà su monte Mufara e tante manifestazioni in programma all’interno di un territorio che è fra i più incontaminati del Bel Paese. La “purezza del cielo”, oltre che l’impegno dell’amministrazione comunale e delle autorità scientifiche hanno infatti permesso di far sorgere un impianto il cui desiderio affonda le radici negli anni Settanta, quando già le Madonie erano state scelte per l’installazione del telescopio Galileo, poi finito alle Canarie.
Un importante risultato dal grande valore umano. “Questo parco – continua l’astronomo – serve a ricordare cosa c’è sopra la nostra testa, ovvero un panorama naturale splendido. Una cosa che, a causa dell’urbanizzazione si sta un po’ perdendo e che invece è bene ricordare”.

Parco Astronomico a Isnello Gal Hassin, cosa fare e vedere

Tra un anno circa sarà pronto il telescopio di monte Mufara, intanto però, famiglie e bambini potranno dilettarsi con strumenti e scenari unici.
C’è un planetario con una cupola di dieci metri di diametro che consente ad esempio di vedere com’era il cielo in un giorno specifico del passato o di vedere le stelle da altri punti di vista, come un pianeta, rispetto a quello cui siamo abituati. Ci si distende e si vive il cielo a 360 gradi.
Ma c’è ance un parco del tempo: orologi solari, e altri strumenti come un mappamondo gigante. Parabole acustiche che consentono di ascoltare le voci di persone lontanissime ed una torre collegata ad una rosa dei venti con una freccia a ingranaggi.
Poi, all’interno di un capannone scorrevole, sorgerà la postazione dei telescopi fissi per osservare astri e pianeti.. Uno dei telescopi è la riproduzione funzionante del cannocchiale di Galileo. Si capirà così come vedeva lui le stelle.
Una magia tutta da vivere

Parco Astronomico di Isnello Gal Hassin, informazioni utili

Una volta a regime, il parco aprirà durante i weekend alle famiglie e ai turisti, mentre le mattine alle visite scolastiche. Sarà poi stilato un calendario di eventi e attività per mantenere vivo e frequentato questo bel parco.
Per i dettagli potete visitare il sito galhassin.it o la pagina Facebook “Parco Astronomico Isnello Gal Hassin”.
Il parco di sta un paio di km fuori dal paese in direzione Castelbuono. L’accesso è indicato con un cartello.

lunedì 5 settembre 2016

LIBRI: La Metamorfosi di Franz Kafka - La biblioteca Ideale Tascabile


Incastonando uno straordinario equilibrio di grottesco e oggettivo, di concreto e assurdo, in un impianto stilistico sopraffino, Kafka è riuscito a creare un capolavoro letterario senza tempo. La parabola di umiliazione suprema alla quale Gregor Samsa non può fare a meno di sottostare, dà sfogo ad un intrico di contraddizioni mai risolte e di vincoli insormontabili nel rantolo senza voce di un insetto; l'opressione e la repressione familiare, il legame di schiavitù civile col posto di lavoro, lo scontro silenzioso tra le tensioni individuali e i rigidi schemi di una società inesorabilmente vicina al collasso, rendono questo gioiello un'incredibile allegoria di ogni umana vicenda.

domenica 4 settembre 2016

LIBRI: Il Fochista di Franz Kafka - Il Melangolo

La storia inizia quando Karl Rossmann, un sedicenne, giunge in transatlantico al porto di New York, proprio davanti alla Statua della Libertà (la quale secondo Kafka non ha in mano una fiaccola, bensì una spada). Il ragazzo è stato inviato in America, da solo, dalla famiglia perché "una serva lo aveva sedotto" partorendogli poi un figlio: a seguito di questa relazione sessuale illecita viene così "cacciato" di casa.
Mentre è in procinto di scendere a terra, rammentatosi improvvisamente d'aver dimenticato l'ombrello sotto coperta, s'appresta a tornare indietro per recuperarlo: chiede ad un giovane uomo col quale aveva fatto una breve conoscenza durante il viaggio di far la guardia alla sua valigia mentre corre a prenderlo. Ma il ragazzo presto si perde lungo i corridoi interni della grande nave, fino a che non si trova a dover bussare ad una porta per chiedere indicazioni: un uomo gli apre e i due cominciano subito una 'strana' conversazione.
L'uomo inizia immediatamente a spiegare a Karl che è un fuochista che ha lavorato durante la traversata oceanica davanti alle caldaie della nave; ora però sta per essere licenziato, senza ch'egli abbia commesso alcuna mancanza od errore: il suo diretto superiore, difatti, un romeno di nome Schubal, ha una chiara preferenza nei confronti dei suoi connazionali e cerca pertanto d'assumere solamente rumeni, facendo licenziare quelli che non lo sono.