lunedì 13 febbraio 2017

LIBRI: Le nozze di Galia e Di fronte ai boschi - Einaudi



Le nozze di Galia
Le nozze di Galia è il racconto di un viaggio che appare quasi un sogno. Nelle terre della Palestina aleggia il ricordo di un passato ancora vivido nella memoria del protagonista, che, in prima persona, confessa il suo amore mai sopito per Galia, promessa sposa di Dani. Nel giorno delle sue nozze il giovane amante è pronto a compiere uno strano viaggio, insieme a un autista dall’aspetto deforme – quasi fiabesco – e un gruppo di tre uomini, altri tre amanti di Galia.
Mentre per i tre uomini le nozze sono l’occasione per assalire, in un intrico di membra e corpi assassini, il futuro marito, punendolo per l’orgoglio ferito dell’abbandono da parte dell’amante; il giovane è pronto a rivelare il suo amore alla giovane donna, che non ha mai smesso di desiderare, e che aspetterà fino al giorno in cui gli concederà il suo cuore.
– Siederò sulla pietra. Starò giorno e notte a braccia conserte, guardando la collina. […] Dalla pietra spunterà un rampicante, e il rampicante sarà lungo e fine. Mi coprirà. Si attorciglierà su di me, da me germoglierà. […] Nessuno mi accuserà, nessuno accuserà il mio amore.
Eppure, quello strano pulmann che lo aveva accompagnato nel suo viaggio onirico, lo riporterà indietro, in una dimensione che non distingue il vero dal sogno, lontano dalla sua amata donna.
Di fronte ai boschi
Il giovane studente trentenne ha bisogno di evadere dalla città, dalla sua routine quotidiana. Gli amici, le serate, le donne, lo distolgono dallo studio universitario. Dopo aver rimandato anche gli ultimi esami, gli amici, già laureati, lo convincono ad allontanarsi e a rifiugiarsi nell’isolamento di una casa da guardiaboschi.
Solitudine. E’ proprio quello che cerca il giovane studente, che accetta l’incarico di guardiaboschi, e fugge dalla città verso il bosco, un’immensa distesa di pini, dove sembra non esserci anima viva, eccetto uno strano tizio arabo con la sua bambina. Solitudine, una “pura solitudine”, e il silenzio. E’ quella la giusta soluzione? La vista del bosco lo emoziona, è qualcosa di meraviglioso, di cui non immaginava nemmeno la presenza. Ma la consapevolezza di una grande responsabilità gli toglie perfino il sonno.
Lo stupisce all’improvviso la pesante responsabilità che gli è toccata. Ma più duro di tutto è il silenzio. Perfino con se stesso non riesce che a scambiare poche parole. Potrà mai aprire un libro qui? Non è aconra sazio del panorame che lo confonde ed esalta.
Al passare della primavera, la stagione estiva porta con sé decine di gruppi di turisti che campeggiano nel bosco. La solitudine lascia il posto ad un’intensa vitalità, le grida, la musica dei giovani gitanti rompono il silenzio. Le responsabilità aumentano, e di studiare non se ne parla proprio.
Ma quando torna l’autunno un nuovo senso di vuoto nel suo animo riporta con sé la tristezza. E’ un animo afflitto, tormentato, che ha bisogno di una riesplosione di vita. “Chi gli restituirà tutte le ore vuote?”. L’arabo. E il suo desiderio di risvegliare il suo antico villaggio, sepolto sotto il manto verde del bosco. L’incendio. La giovane vedetta rimane lì a fissarlo, e nel contemplarlo prova nuove emozioni.
Si riprende da quell’irrazionale stato di trance, di meraviglia che prova per le fiamme che divorano il bosco, solo quando farà ritorno alla sua vita normale. Quando comprenderà di aver perso quell’ennesima occasione che gli era stata offerta per diventare qualcuno.
Come abbiamo già detto, è ancora giovane. Ma i veri amici hanno perso ogni speranza. Lui li cerca nelle notti d’inverno, rabbrividendo dal freddo, un cane fradicio che chiede luce, e calore.
E loro si fanno scuri in volto, e chiedono:
– Be’, cosa vuoi?

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