giovedì 2 febbraio 2017

Palermo, atto d’amore per la città più bella del mondo - Palermo. Basta il suo nome per dire tutto. Una città che racchiude cultura, natura e cibo come petali di uno stesso fiore. E per un’armonia che toglie il fiato.


Palermo è capitale italiana della cultura per il 2018. Un atto d’amore è d’obbligo per chi ne solca le balate, chi ne vive i profumi e ne osserva i colori. Proprio come fosse la meta di un viaggio lungo tutta la vita.
Palermo è prima di tutto uno scrigno. Non c’è porta che, aprendola, non mostri qualcosa di inaspettato. Come la Porta del Tempo, un affresco capace di metterci di fronte alla grandezza dell’uomo. Rappresenta le date delle festività religiose e le riesce a calcolare sino al 2192. Si trova nel complesso di San Domenico.
Palermo è la magia di culture diverse che affondano le radici in epoche lontane, ognuna delle quali ha lasciato una traccia che resta nel presente. Il quartiere ebraico è uno di questi esempi che sono lo spunto per una passeggiata in centro.
Palermo è un gioiello prezioso che anche l’Unesco ha deciso di tutelare. L’itinerario arabo-normanno riesce a farti fare un salto nel tempo e a raccontarti storie da mille e una notte.
Se poi la guardi dall’alto, come avviene sulla torre di San Nicolò, nel cuore del quartiere di Ballarò, capisci che c’è qualcosa di speciale che contraddistingue le cupole delle chiese e i tetti che sembrano i pezzi interni di un puzzle la cui cornice è fatta di mare e monti.

Palermo e i tanti modi per scoprirne la bellezza

Ecco, cosa sarebbe questa città senza il mare e senza la sua natura circostante.
C’è un balcone sulla città che ispirò Goethe. Monte Pellegrino e la sua acchianata, la salita in vetta da un’antica strada di sassi, sono il nodo che lega Palermo ai palermitani di ogni etnia.
Palermo è anche acqua. Immerso nel verde poco fuori città, c’è un angolo di paradiso. E’ il luogo in cui sorge il fiume Oreto. Peccato alla fine della sua corsa diventi sono uno sporco rigagnolo. Ma lì, quasi a volerne sostituire le sorti c’è il mare ed un museo che ne racconta le gesta gloriose. Quelle di una costa in cui guardare le barchette all’alba o fare un bagno in acque di cristallo come avviene a Mondello.
Palermo la vivi anche di corsa. Basta un itinerario di running per poterla vivere in poco tempo e a pieni polmoni. Un percorso che ne tocca gli estremi e le diverse altitudini.

Palermo, città da gustare

Infine c’è il gusto. Palermo è anche una città da gustare. Per il suo street food la città è fra le più importanti capitali al mondo.
Sapori che si mischiano a gesti folcloristici come avviene per il festino di santa Rosalia ed i suoi magici babbaluci.
Per poi concludere con il più barocco fra i cibi possibili: la cassata. Un dolce che è l’emblema stesso della città di Palermo. Colori che si ammassano, sapori di una dolcezza tale da poter soffocare se si eccede.
Certo, c’è anche dell’altro. Non è tutto rose e fori. Ma non è questo il contesto in cui parlarne. Anche perché siamo convinti che la bellezza generi bellezza. E Palermo ha solo bisogno di farla splendere.
p.s. La bellissima foto scelta per questo articolo è opera di Pietro Piraino, un fotografo di rara bravura che potete conoscere anche attraverso il suo profilo instagram.

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