giovedì 16 marzo 2017

Pane di San Giuseppe a Salemi fra arte e tradizione - Il pane e la tradizione legata al borgo di Salemi. Da sempre nella storia dell’uomo, nei racconti dei miti antichi, nelle testimonianze tratte dai testi sacri di diverse religioni, la massima devozione da parte del popolo veniva manifestata con omaggi presi in prestito dalla Natura, come a voler restituire il divino al divino.

Dai fiori ai frutti, dai rituali officiati con acqua o fuoco per arrivare alle danze in onore di stelle e pianeti.
A voler tracciare i diversi esempi ci si perde nella vastità di testimonianze in cui l’uomo, dando libertà a fantasia, creatività ed espressione artistica manifestava la propria riconoscenza.
La  Sicilia, non di meno, è depositaria di infinite tradizioni di cui una, in particolare,  sembra rappresentare la storia di un’intera comunità.
Siamo a Salemi, piccolo centro nel cuore della Valle del Belìce, in provincia di Trapani; già riconosciuto uno fra i borghi più belli d’Italia, vanta una particolare tradizione legata al grano e al suo utilizzo: quello legato principalmente al pane.
Il cereale in questione, infatti, era una delle principali colture che da sempre occupavano il territorio e, data la vasta produzione, un ottimo strumento non solo per il sostentamento delle famiglie ma anche per onorare santi e ricorrenze.

Il Pane e le forme artistiche di San Giuseppe a Salemi

Salemi è già famosa per l’evento delle Cene di San Giuseppe (19 marzo), protettore della famiglia, ma forse non tutti sanno che per ben tredici volte l’anno, tutt’oggi, il grano e le forme di pane da esso ricavate sono protagonisti di altrettante festività.
Il ciclo di queste ricorrenze inizia il 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio Abate a cui sono dedicati i “cuddureddi”, offerti, insieme ai “cavadduzzi” per San Biagio il 3 febbraio.
Marzo, come già detto, è il mese delle “cene” di San Giuseppe e degli altari allestiti per l’occasione, privi di pietanze con carne perché è anche i periodo della Quaresima.
A Pasqua, poi, si preparano i “cannatuni”; non passa molto tempo, siamo alla terza domenica del mese di aprile, che si svolge la cena di San Francesco di Paola con altre particolari forme ricavate dal grano.
Il 13 giugno si fa festa a Sant’Antonio da Padova con i “panuzzi”; a fine giugno, invece, per ringraziare dell’avvenuta raccolta del cereale si realizzano “i peri di voi” (piedi di bue).
Dopo una piccola pausa, siamo a settembre, ritornano i “panelli” realizzati per San Nicolò da Tolentino.
Novembre, poi, è il mese più prolifico: il pane dei morti, il pane di Santa Elisabetta e il pane di san Martino ne sono testimonianza.
Infine, a dicembre, per la festività del Natale si realizzano il “carcocciulu” e i “cannalicchi”.

Sulle tracce del Pane per una visita a Salemi

Se avrete modo di visitare il paese, definito a ragion veduta, Città dei Pani, e soprattutto il Museo del Pane Rituale, situato nel centro storico all’interno di un antico palazzo, vi renderete conto della straordinarietà di questa ritualità.
Tutte le forme di pane che vi abbiamo citato, infatti, oltre ad essere ottimi da gustare sono veri e propri esempi di altissimo artigianato locale, ricco di tradizione e di sapiente arte manuale, realizzato dalle donne che ancora ne custodiscono l’antichissima tecnica.
Info utili
Ufficio Pro Loco Salemi – +39 0924981426 – +39 3291007776
Ufficio Turistico e Accoglienza – +39 0924991400
fonte: http://siciliaweekend.info

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