venerdì 24 marzo 2017

Petralia Soprana fra cultura, natura e cibo, Borghi più belli d’Italia, Petralia Soprana, L’abito non fa il monaco, così come una bandiera non fa una nazione. Ma ci sono vesti, così come vessilli, che calzano a pennello su chi li indossa o nel luogo in cui sono posati. E’ il caso del rosso fuoco che campeggia da poco tempo sulla facciata del Comune di Petralia Soprana. Un vessillo, quello dei Borghi più belli d’Italia, che suona come l’ultimo timbro su una raccomandata già arrivata a destinazione.

Il suo silenzio, i fiori sulle facciate dei balconi e questa pietra così lucente che veste chiese e palazzi sono gli incipit di un luogo che merita più di una sosta. Il punto di partenza è sempre la piazza, al centro di una strada che percorre longitudinalmente tutto il paese e che sembra avere la forma di uno spicchio di luna. Se la si percorre si sale e se si ritorna indietro si scende per poi tornar su. E alle estremità due bellissime e differenti chiese che sembrano essere i confini stessi del paese. In mezzo ci stanno viuzze e gradini, balconi da non perdere, archi e altre piazzette da cartolina.

Con una breve passeggiata avrete a disposizione dei vostri occhi tutto ciò che non si può mancare. La chiesa di Loreto, conosciuta come “U Crastu” che significa fortezza, insieme a quella ellittica del SS. Salvatore sono gli estremi di cui parlavamo. Poco più giù, su un altro livello del borgo medioevale, c’è invece la Chiesa Madre. Proprio nell’atrio si svolge una delle manifestazioni più caratteristiche di Soprana: il Matrimonio Baronale, una rievocazione storica che si ripete il 15 di agosto. Per una sosta rilassante scegliete una fra le due più belle piazze munite di fontana: piazza San Michele o Quattro Cannoli. E poi perdetevi pure fra le strette strade che portano ai palazzi nobiliari o fermatevi al belvedere per una foto sulla natura circostante.
Petralia Soprana è porta d’accesso per tutto ciò che offrono le Madonie, ma se andate alla ricerca di qualcosa che sia di appartenenza, uno degli itinerari più belli è quello che conduce al Gorgo Pollicino, un invaso affascinante e non difficile da raggiungere.
Non c’è un prodotto simbolo di questo borgo, ma è la qualità della sua cucina semplice che ne esalta la bontà delle pietanze. Piatti tradizionali siciliani, spesso provenienti dalla cultura povera come i ceci e le verdure in generale, sono alla portata di chi preferisce la genuinità degli ingredienti all’elaborazione dei piatti.
Uno dei simboli di questo luogo è il salgemma. Non lontano dal centro abitato sorge infatti una miniera, aperta a fine ‘800, da cui ancora oggi si ricava un ottimo sale da cucina.
fonte: http://siciliaweekend.info

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