venerdì 19 maggio 2017

20 maggio - Stefano Meli live at Montevergini · Organizzato da Assemblea Montevergini - Via Montevergini, 8, 90134 Palermo ore 21:00

L'immagine può contenere: uccello e sMS
Stefano Meli, classe 1973, siciliano, chitarrista da strade polverose e solitarie. Negli anni ha affinato un modo tutto suo di suonare la chitarra acustica. Amante del delay e dello slide, allergico alla musica commerciale ha pubblicato due album con la band La Casbah: l'omonimo "La Casbah"1999 e "Eliogabalo" 2001, con la band Caruana Mundi ha pubblicato " Il cucitore di tende" 2012 e " Angeli, Dannati e Anime sospese" 2014 per Kalimat Music. Tre gli album solisti e strumentali: "Eight instrumental Dusty tracks from nowhere" Kalimat 2010, "Santo Bandito" L'Arsenale 2012, "Psychedelic Indiana Blues" Extempora 2014. E' anche autore di colonne sonore per il docu-film "L'ora di Spampinato" Extempora 2013 e per i cortometraggi di Guglielmo Manenti: "Anime", "Slow Way" Due i video prodotti con Maniacreativa e Vincenzo Cascone (Extempora): "Santo Bandito" e " End Of Road".

Il suo ultimo lavoro "NO HUMAN DREAM" (SELTZ RECORDZ / Believe Digital 2017) è un disco strumentale. Un disco sulla consapevolezza e sul tentativo di riconciliarsi con se stessi. Un disco che vuole sottolineare l’importanza del silenzio contro il rumore degli uomini, in un mondo che ha decretato la morte dei sogni, dell’intelletto e della fantasia (da questa considerazione, il titolo).
Registrato in parte dallo stesso Stefano Meli, in presa diretta, al Little Lost Cat Studio Recording, piccolissimo studio disperso nelle campagne siciliane, in estrema solitudine con una vecchia chitarra Silvertone Kay del 1959 e una vecchia chitarra Harmony Stella del 1960 e in parte da Carlo Natoli al Phantasma Studio Recording.
NO HUMAN DREAM si avvale della preziosa collaborazione dei Gentless3 (Carlo Natoli al basso e al mix, Sergio Occhipinti al basso e alle Spoken Words, Sebastiano Cataudo alla batteria) e della violinista spagnola Anna Galba (Fratelli La Strada).
Il blues traccia la via e attraverso i dieci brani dell’album ci si immerge in immagini, volti, paesaggi, storie, strade, suoni che appartengono alla polvere e al silenzio. L’album resta essenziale nella struttura dei brani, la ricerca del suono diventa la priorità. Riuscire ad arrivare a quel suono con il minimo indispensabile diventa lo scopo. Ecco allora la scelta, per altro presa anche per i cinque album precedenti, di non usare computer durante le fasi di registrazione ma di avvalersi soltanto di un vecchio mixer e di un piccolo registratore digitale. Il suono è così reale, suonato, sincero. Niente bugie ma verità come è vera la terra e la pioggia che la bagna.


Ingresso con contributo libero

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