venerdì 19 maggio 2017

al 21 maggio alle 12:00 al 23 maggio - Antonio, Rocco e Vito tornano a casa “Scortiamo la Quarto Savona presso Caserma Lungaro Palermo

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Il Movimento dei Poliziotti Democratici e Riformisti e l’Associazione QuartoSavonaQuindici nel 25esimo anniversario della strage di Capaci scorteranno la teca in cui sono conservati i resti dell’autovettura Quarto Savona 15:
21 MAGGIO 2017 ore 12.00 Accoglienza della Croma Blindata Q.S.15 alla Rotonda di via Oreto che verrà scortata da MP e da un corteo formato da 200 ciclisti ore 13.00 Arrivo della macchina alla Caserma Pietro Lungaro;
22 MAGGIO 2017 Vigilanza virtuale dei Poliziotti M.P. alla Q.S. 15 e incontro con gli studenti per raccontare chi erano Antonio, Rocco e Vito;
23 MAGGIO 2017 ore 8.30 Partenza della Croma dalla Caserma Pietro Lungaro ore 9.30 Arrivo della macchina Q.S. 15 al Giardino della Memoria ore 10.30 Benedizione dell’auto che ha scortato il giudice Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo.
Riconoscimento della Presidenza Nazionale Onoraria M.P. alla Signora TINA MARTINEZ

La Quarto Savona Quindici, nome in codice dell’auto di scorta del giudice Giovanni Falcone, tornerà alla caserma Lungaro di Palermo, dalla quale uscì il 23 maggio del 1992 per non farvi più ritorno. L’iniziativa, “La memoria in marcia”, organizzata dall’associazione omonima, presieduta da Tina Montinaro, moglie di Antonio capo scorta del magistrato, e dalla Polizia di Stato, è partita il 1° maggio da Peschiera del Garda. Tina Montinaro accompagnerà insieme alla Polizia di Stato la teca in cui sono conservati i resti dell’autovettura, in un percorso che attraverserà l’Italia sino a Palermo.

Le tappe saranno: Sarzana (SP), Pistoia, Riccione, Monte San Giusto (Macerata), Napoli, Vibo Valentia e Locri (RC), per giungere alla caserma Lungaro di Palermo il 21 maggio, pochi giorni prima del 25esimo anniversario della strage di Capaci.

DICHIARAZIONI DI TINA MONTINARO: “Mio marito Antonio, Rocco e Vito – ha commentato Tina Montinaro – non volevano essere eroi, non sfoggiavano il completo da Superman, erano uomini con paure come tutti ma mai vigliacchi. Scortavano un uomo che stimavano e per il quale come è accaduto, erano pronti a dare la propria vita. L’auto su cui viaggiavano è un blocco di lamiere accartocciate, vedendola si percepisce subito cosa sia rimasto dei corpi di quei 3 ragazzi. Tocchi con mano la brutalità della mafia, l’orrore infinito di cui si è resa responsabile. E noi per questo vogliamo che la teca sia a Palermo, per ricordare a tutti di cosa sono stati capaci quei mostri e per dire a testa alta che nonostante tutto, non hanno vinto loro”.

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