lunedì 22 maggio 2017

Falcone e Borsellino: Palermo ricorda i venticinque anni dalle stragi di Capaci e via D'Amelio

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 #PalermoChiamaItalia
Un fiume di studentesse e studenti uniti nei cortei per le celebrazioni del XXV anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio.
Domani 23 maggio prossimo 70.000 studentesse e studenti saranno protagonisti di #PalermoChiamaItalia, l’iniziativa organizzata dalla Fondazione Falcone e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per la commemorazione delle stragi di Capaci e via D’Amelio in cui hanno perso la vita, venticinque anni fa, i giudici Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e gli uomini e le donne delle loro scorte, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Rocco Dicillo, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Claudio Traina.
Come ogni anno, due cortei animeranno le strade di Palermo, attraversando i principali luoghi della memoria della città. La partenza è alle ore 15.30 dall'Aula Bunker e alle 16.00 da Via d'Amelio. I due cortei si uniranno sotto l'albero Falcone in via Notarbartolo alle 17.00. Dopo l’arrivo dei cortei, ci sarà il momento solenne in ricordo delle vittime delle stragi di Capaci e di Via d’Amelio.
Sul palco, si esibiranno gli studenti e le studentesse della Scuola Amari Roncalli Ferrara di Palermo con la canzone “Palermitani’s Karma, quelli dell’Istituto De Amicis di Vibo Valentia con la filastrocca "A Giovanni, Paolo, Francesca e agli angeli della scorta" e l'artista Aida Satta Flores con due brani dedicati a Giovanni Falcone.
Oltre alle principali Autorità delle Istituzioni, si avrà il contributo di Vito Lo Monaco, del Centro Studi Pio La Torre, l'intervento del Consigliere del CSM Dr Luca Palamara e l'esibizione musicale di Ermal Meta.
Alle 17.55 saranno letti i nomi delle vittime delle stragi dal Presidente del Senato Pietro Grasso e alle 17.58, ora della strage di Capaci, verrà eseguito il Silenzio dal trombettiere della Polizia di Stato.
A chiudere la celebrazione e' stato invitato Giuliano Sangiorgi dei Negramaro che ha deciso di portare su quel palco "Lo sai da qui" una canzone scritta per suo padre un grande uomo siciliano. Ha deciso di cantare queste parole:
nella sua terra, sotto casa del giudice Falcone il 23 maggio nel giorno in cui un eroe è diventato angelo per continuare a proteggerci anche "da lì", al fianco di un altro eroe, divenuto pure lui angelo insieme ad altri custodi della nostra vita, "partiti troppo presto "da qui... Non so dire a parole l'emozione che proverò in quell'istante, ma il mio corpo ha già cominciato, sin da ora, a misurare il tempo in brividi.
Spero che questa canzone possa essere di speranza per chi resta "qui", spronandolo a vivere appieno ogni singolo giorno, tra le gioie autentiche, l'impegno, la testimonianza e il sogno di quel mondo migliore, che, uomini come questi, hanno cominciato a costruire con il loro sangue e la loro devozione assoluta all'umanità, nonostante tutti, nonostante tutto."

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