venerdì 9 giugno 2017

10 giugno - ore 20:00, Sala Lanza dell’Orto Botanico, Via Lincoln 2, Palermo, Spazio Cultura Edizioni in occasione della manifestazione Una marina di libri 2017, presenta il libro Incontri di Laura Ephrikian.

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Sabato 10 Giugno 2017 ore 20:00, Sala Lanza dell’Orto Botanico, Via Lincoln 2, Palermo, Spazio Cultura Edizioni in occasione della manifestazione Una marina di libri 2017, presenta il libro Incontri di Laura Ephrikian.

Storie brevi, vere, semplici e, a tratti, divertenti. Sono incontri “leggeri” ma che hanno il potere di farci scorgere una Laura a 360 gradi: giovane e, forse, un po’ ingenua, forte, amante del suo lavoro.

All’incontro, saranno presenti oltre all'autrice, il prefatore del libro prof. Carmelo Fucarino e Salvatore Nocera Bracco, medico, scrittore e performer.

I partecipanti alla manifestazione potranno degustare, durante gli eventi promossi da Spazio Cultura, prodotti d’eccellenza tipici del territorio del Parco dei Monti Sicani come le squisite ciliegie di Chiusa Sclafani.

Incontri significa "conoscenze", entrare in contatto con l'altro e, si sa, Laura Ephrikian, con il suo lavoro che ha incluso il cinema, il teatro, la televisione, e con la vita che ha vissuto, di incontri ne ha fatti talmente tanti che un singolo libro non sarebbe sufficiente a elencare tutti i personaggi, le personalità, i grandi uomini - e grandi donne - che hanno incrociato il suo ricco cammino. Incontri vuole essere un "assaggio" di queste scene che Laura ha vissuto, si tratta di storie brevi, vere, semplici e, a tratti, divertenti. Sono incontri "leggeri" ma che hanno il potere di farci scorgere una Laura a 360 gradi: giovane e, forse, un po' ingenua, forte, amante del suo lavoro, spiritosa e che si rivela una tosta, improvvisando - complice un caro amico - una scenetta per acquistare, a un prezzo modico, un armadio che desiderava tanto, ma c'è anche una Laura in famiglia e, infine, una Laura attuale, una donna che dopo aver scoperto l'Africa "casualmente" non ha potuto fare a meno di lasciare un pezzo del suo cuore lì, in questo meraviglioso pezzo di terra che le ha dato tanto e a cui lei ha dato e da tanto con immenso amore.

Dal libro:
Sono nata in un crocevia di culture, ho avuto un bisnonno pittore, un nonno tipografo, miniaturista e storico, un padre direttore d’orchestra e violinista e niente ho ereditato di tutto questo; a scuola bravina con l’amore per le lettere e la storia ma un 4 fisso in matematica, insomma niente di eccezionale se si esclude una passione enorme per i libri; la libreria Zoppelli a Treviso in Calmaggiore mi ha visto, si può dire, crescere. Ecco, la lettura è stata la mia nutrice, la mia amica, la compagna della mia solitudine, quel primo amore che non è mai finito.
Ricordo chiaramente come nelle notti di insonnia (un male che mi porto dietro dalla nascita), io scendevo silenziosissima la grande scala che dalla camera portava in biblioteca e lì finalmente come Alice nel paese delle Meraviglie, io mi sentivo felice. Ero così piccola che arrivavo, sulla punta dei piedi e con molta fatica, al secondo ripiano della libreria dove dei volumetti piccoli ma tutti ben allineati attiravano la mia curiosità; destino o caso quei volumetti erano le Commedie di Goldoni: come facessi già allora a capire ciò che Mirandolina diceva al Marchese è ancora un mistero. Ma tutto nasce da lì: dalla scuola di danza classica, ai pomeriggi di pittura, alle disastrose lezioni di pianoforte niente dava l’idea che io fossi portata per l’una e l’altra disciplina se non quelle letture avide, appassionate dei libri di teatro. Dopo goldoni, Cecov e poi già quattordicenne Shakespeare di cui imparai a memoria l’Amleto, unica volta nella mia vita in cui avrei desiderato essere nata uomo! Sarah Bernard però riuscì a recitare in panni maschili quel capolavoro, beata lei! Probabilmente mio padre capì che un tale impegno e passione non potevano essere una cosa passeggera e quando dissi che avrei voluto fare l’attrice non trovai nessun ostacolo se non la promessa di continuare a studiare. “Già un’attrice non è proprio un gran lavoro d’impegno, falla pure ignorante!”. Mio padre lo disse come battuta, ma mi mise vicino, quando andai a Milano al Piccolo Teatro, alcuni amici che mi tenevano d’occhio: libreria di Al, Casa della cultura, Biblioteca Sormani e poi l’Accademia! Mi piaceva tutto quello che facevo, ero una spugna instancabile e penso che la mia serietà nell’applicarmi allo studio sia stata la mia fortuna, a 18 anni non facevo parte della dolce vita milanese in quei primi anni ʼ60 piena di attività di allegria e disimpegno, ma anche di droghe e di incontri sbagliati, e comunque a vegliare su di me c’era mia nonna Irene, una donna dell’800! Mi dicevano che ero molto carina e questo non mi piaceva per niente: le attrici brave non sono “carine”, o sei uno schianto come la Loren o sei la Magnani; io ero quel “né carne né pesce” che detestavo. Mi aiutò nella carriera una certa dolcezza che avevo innata e anche un’autentica ingenuità; leggere e studiare può aiutare a crescere ma non serve per svegliare dal suo incanto la femminilità di una giovane donna. Ci pensò l’amore, fu un’emozione travolgente: ridere, cantare, giocare, correre, baciarsi, appartenersi.
Laura Ephrikian


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