venerdì 16 giugno 2017

SABATO 17 GIUGNO - ORE 16:30 - Costo: 10 € (guida turistica, accompagnatore e affitto whisper) - Castello di Maredolce - Chiesa di San Gaetano - Ex Mulino del Sale - Antico lavatoio INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI: 380.6523494 PRENOTA ONLINE: https://www.palermocultour.com/prenotatour-reserve/

L'immagine può contenere: cielo, sMS e spazio all'aperto
ATTENZIONE: VARIAZIONE DATA
SABATO 17 GIUGNO - ORE 16:30
Costo: 10 € (guida turistica, accompagnatore e affitto whisper)
- Castello di Maredolce
- Chiesa di San Gaetano
- Ex Mulino del Sale
- Antico lavatoio

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI: 380.6523494
PRENOTA ONLINE:
https://www.palermocultour.com/prenotatour-reserve/

"O Favara dal duplice lago, ogni desiderio in te assommi", scriveva il poeta arabo-trapanese Abd al-Rahman, membro della corte normanna di Ruggero II, celebrando il luogo di delizie o “sollazzo” reale nello stile tipico dei poeti arabi del medioevo. Il Palazzo della Fawarah, conosciuto anche come Castello di Maredolce, deriva il suo nome dal termine arabo “sorgente d’acqua”, in riferimento alla fonte di San Ciro che sgorgava dalle falde del monte Grifone. Fu costruito in un luogo, a quel tempo di particolare fascino, perché immerso in un rigoglioso giardino ricco di percorsi d’acqua ideati da sapienti architetti islamici. Abd al-Rahman fa riferimento al “duplice lago”, perché dal palazzo si godeva sia la vista dell'orizzonte del Mare Tirreno che quella del “piccolo mare”, la peschiera creata intorno al palazzo grazie alle acque dolci della Fawarah. Da ciò la denominazione alternativa di Maredolce. Il recupero della storia e della bellezza di questo luogo è un impegno lungo e difficile, ampiamente giustificato dall’ottica di ritrovare un legame forte tra il monumento e la comunità, oggi non più indifferente, che abita la città e ci avvarremo della disponibilità del professore Domenico Ortolano, presidente dell’associazione Castello di Maredolce, che ormai da anni si impegna per fare riscoprire ai palermitani questo gioiello dimenticato di Palermo.

Quindi il nostro percorso si addentrerà nel cuore del quartiere Brancaccio, dove arriveremo fino alla chiesa di SAN GAETANO, sede del centro PINO PUGLISI, e cuore pulsante delle attività sociali a favore della legalità di questo quartiere. Dove prima sorgeva il Mulino del Sale, in via San Ciro 2, dietro la statua di San Gaetano e a 10 metri dalla Parrocchia del Beato Giuseppe Puglisi. La struttura, di proprietà del Centro di Accoglienza Padre Nostro, diventerà un bell’edificio ristrutturato sito alle spalle della statua di San Gaetano. Il lavatoio di via Germanese è uno dei tre esistenti alla Guadagna, una zona della città ricca di acqua, dove un tempo le donne della borgata si recavano per lavare i panni. Tutti e tre risalgono al periodo Fascista. Dismessi col passare degli anni, due ora verranno recuperati grazie ai Fondi Pon della Legalità (via Germanese e Cirincione), mentre il terzo, quello di via Conte Federico che non beneficia ancora di alcun finanziamento, è stato inserito nel progetto Piano della Città.

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