mercoledì 28 dicembre 2016

19-dicembre-2016-31-gennaio-2017 - Fabbriche Sandron, apre il Palaghiaccio: pista di pattinaggio coperta a Palermo“

L'immagine può contenere: scarpe e sMS

LIBRI: Cioè di Luca Goldoni - Mondadori


da "Cioè" di Luca Goldoni - Mondadori 1977

La minorenne. Una volta i bambini mi infastidivano o al massimo mi lasciavano indifferente. Se proprio ero obbligato dalle circostanze a rivolger loro la parola, non  andavo più in là di “cosa farai da grande?”. Una volta un bambino mi diede una lezione e mi rispose: e tu cosa farai da piccolo? Allora mi accorsi che anche i bambini ogni tanto si scocciano e, quando si scocciano, possono diventare pericolosi, per esempio a chi gli chiede vuoi più bene al papà o alla mamma? Potrebbero rispondere: e tu vuoi più bene a tua moglie o alla signorina Patrizia?
I miei rapporti coi bambini erano dunque ridotti all’essenziale. Quando nacque mio figlio, ovviamente gli volevo molto bene, però non ero capace di fare il cagnone sul tappeto e neppure di catapultarlo per aria gridando vola vola vola. Essendo completamente privo di fantasia, non ero nemmeno in grado di raccontargli delle favole decenti. Una volta ci provai, lui mi stette ad ascoltare e poi mi chiese: e allora? Allora è finita, gli dissi.
Sono stato un padre un po’ snaturato, più che divertire mio figlio cercavo di divertirmi io, facendo degli esperimenti che avrebbero interessato Pavlov. Pensando che le frasi utili se le imparava per conto suo, cominciai ad insegnargli dei vocaboli assolutamente superflui. A tre anni diceva correttamente “sotto un certo profilo”. Quando ne aveva quattro, i parenti venivano da lontano per sentirgli dire che spero, promitto e juro reggono l’infinito futuro.
Guardavo con ammirazione le signore che si facevano i complimenti per i rispettivi figli, pigliandoseli in braccio, sbaciucchiandoli, intrattenendoli con bamboleggianti discorsi che avevano la elle al posto della erre. Io, se me li mettevano in braccio, li reggevo come pile di piatti. Una volta, per darmi un contegno, chiesi “ti piace andare a scuola?”, suscitando scandalo perché il piccolo aveva quattro anni e mezzo.
Poi, col passar del tempo, sono maturato dal punto di vista paterno e mi sono lasciato attrarre dalla psicologia infantile in genere: ho scoperto che spesso è meno noioso conversare con un seienne che con un quarantenne. Sono arrivato al punto che mi intenerisco. Chissà in che abissi di commozione sprofonderò quando sarò nonno.
Bene, mi accorgo di essere arrivato troppo tardi a capire il fascino dell’infanzia. Quest’estate ero sul molo, guardavo la mia barchetta ormeggiata e consideravo che non le avevo ancora dato un nome. Stavo pensando che forse l’avrei battezzata “Noan” o “Mogadon”, perché la barca a vela per me è un tranquillante, quando mi accorsi che sul molo c’era una bimbetta bionda con gli occhi sgranati. Le feci un complimento e le chiesi cosa faceva lì tutta sola. Disse che guardava le barche perché le piacevano molto. Allora le chiesi se le piacevano quelle con le vele o quelle con tutte le vetrate e le tende e le poltroncine per prendere il tè. Disse che le piacevano di più quelle con le vele perché erano più facili da disegnare, basta fare un triangolo. Quelle altre con le poltroncine e le verande invece sembrano delle case. Allora le chiesi se le sarebbe piaciuto salire su una barca con le vele, ma subito mi trattenni. C’era qualcuno che ci osservava.
Un uomo che intrattiene una bambina, oggi, è guardato con sospetto. Ero uno sconosciuto da cui non bisogna accettare la caramella. Immaginiamoci cosa si sarebbe pensato se l’avessi invitata sulla mia barca. Salutai la bambina bionda e me ne andai in fretta.
Proprio quando scompare il tabù del sesso, ingigantisce il tabù dell’infanzia. Fra rapimenti e sevizie, non si è più disposti a credere che un bambino attiri un uomo per motivi confessabili o addirittura meritori e quindi è prudente rinunciare all’avventura più magica.
Fra le tante cose difficili della vita c’è quella di riuscire a comportarsi in modo lecito senza destare sospetti. Se entro in libreria, cerco di non avere già un libro sottobraccio, perché mi sentirei osservato: c’è tanta gente che esce dalla libreria con libri che non paga.
Se un lunedì non mi sento bene, evito di presentare certificato medico e lavoro lo stesso perché il lunedì è ormai, per definizione, il giorno in cui tutti stanno poco bene per allungare il week-end e mi secca essere coinvolto in questa usanza.
Una volta venivo dalla Svizzera e un doganiere mi chiese se non avevo nulla da dichiarare. Gli risposi: nulla. Lui insistette: proprio nulla, neppure una tavoletta di cioccolato? Le ho detto nulla, ribadii. Lei mi vuol far credere che va in Svizzera, replicò, e non si compra neanche una stecca di sigarette; una stecca la può portare ma non deve fare il furbo a rispondermi nulla. Allora scesi dalla macchina e gli dissi: esigo che lei smonti la mia macchina per cercare la tavoletta di cioccolato e la stecca; se no, la denuncio al suo ministero.
E’ difficile, dicevo, comportarsi in modo lecito senza destare sospetti. Il mio rancore verso i disonesti non dipende solo dal fatto che ci danneggiano materialmente. Ma che ci rendono complicata anche la nostra esistenza da onesti. I criminali o i deviati che rubano bambini non colpiscono soltanto le loro vittime ma danneggiano tutti noi che dobbiamo rinunciare alle azioni pulite perché loro le hanno sporcate.
Scusami bambina bionda, se non ti ho mostrato la mia barca con le vele che si disegna come un triangolo.

sabato 24 dicembre 2016

Passeggiate storico-letterarie ideate e condotte da Michele Anselmi - 28 dicembre, ore 10.00 - 3 gennaio, ore 17.00 - 8 gennaio, ore 21.15 Palermo nello sguardo di Leonardo Sciascia : la città di fine ‘700 e il Consiglio d’Egitto - 28 dicembre, ore 17.00 - 4 gennaio, ore 17.00 - 7 gennaio, ore 17.00 - Sulle tracce del Gattopardo II : alla Kalsa tra memorie garibaldine e set del film di Visconti - 28 dicembre, ore 21.15 - 30 dicembre, ore 17.00 - 7 gennaio, ore 21.15 - Sulle tracce dei Florio – parte I : la nascita di un impero economico nella Palermo dell’800 - 27 dicembre, ore 10.00 - 29 dicembre, ore 10.00 - 4 gennaio, ore 10.00 - 8 gennaio, ore 10.00 - Sulle tracce del Gattopardo I : Tra le due case del Principe - 27 dicembre, ore 17.00 - 29 dicembre, ore 17.00 - 3 gennaio, ore 10.00 - 5 gennaio, ore 17.00 - 8 gennaio, ore 17.00 - Sulle tracce del Gattopardo I : Tra le due case del Principe


Passeggiate storico-letterarie
ideate e condotte da Michele Anselmi 

View this email in your browser
Cari amici,
vi invio i miei migliori auguri per queste feste e soprattutto per il prossimo anno che spero sia per tutti voi sereno e ricco di bei momenti, qualcuno dei quali magari da passare insieme.
Nel prossimo anno, ci saranno tante novità nelle proposte di Sicilia Letteraria. Ve ne parlerò a breve, e sono sicuro che saranno di vostro interesse.
Grazie intanto per l'apprezzamento che fin qui mi avete dimostrato, e che per me rimane fondamentale nel decidere se e in che modo continuare e sviluppare questa attività culturale.
Un caro saluto
Michele Anselmi 
Passeggiate letterarie : 27 Dicembre 2016 - 8 Gennaio 2017
Palermo nello sguardo di Leonardo Sciascia : la città di fine ‘700 e il Consiglio d’Egitto
 
Da Porta Felice  fino al Piano di Santa Teresa fuori Porta Nuova, lungo l'asse più antico della città, l'itinerario di questa passeggiata letteraria attraversa la Palermo di fine '700, vista con gli occhi di Leonardo Sciascia nel suo romanzo storico "Il Consiglio d'Egitto". Rievocheremo quel mondo con i suoi riti mondani, le sue conversazioni, i suoi protagonisti, le loro idee, paure, speranze. Ricostruiremo l’incredibile vicenda  dell'arabica impostura inquadrandola nel contesto storico del riformismo borbonico antibaronale degli ultimi decenni del ‘700. Vedremo i luoghi e i palazzi simbolo del potere, racconteremo la storia del potere baronale, di come sia enormemente cresciuto in particolari momenti della storia siciliana anche con abusi e usurpazioni,  dando così spessore a quella dimensione di impostura a cui Sciascia fa riferimento nel libro, attraverso il suo alter ego Francesco Paolo Di Blasi. Visiteremo i luoghi della memoria di alcuni dei protagonisti (Giuseppe Vella, Rosario Gregorio, Francesco Paolo Di Blasi). In questi e in alcuni altri luoghi daremo infine la parola a Sciascia e alla sua interpretazione dei personaggi, leggendo alcuni dei brani più significativi del romanzo.
 
Dove : Appuntamento a Porta Felice
Quando : 28 dicembre, ore 10.00 - 3 gennaio, ore 17.00 - 8 gennaio, ore 21.15
 

Sulle tracce del Gattopardo II : alla Kalsa tra memorie garibaldine e set del film di  Visconti 

A  partire dall’ex albergo Trinacria, dove ricorderemo la scena della morte del Principe e qualcuna delle sue riflessioni politiche finali, raggiungeremo la chiesa della Gancia,  dove il 4 aprile del 1860 scoccò la prima scintilla rivoluzionaria e attraverseremo poi i luoghi che nella  memorabile mattina del 27 maggio 1860 furono teatro della battaglia garibaldina e in cui, poco più di cento anni dopo, Visconti avrebbe girato gran parte delle scene che quei fatti volevano rievocare. Ricordando qualche episodio della battaglia e alcune scene del film, arriveremo a Piazza Rivoluzione, luogo simbolo della Palermo risorgimentale, dove campeggia la statua del Genio simbolo della città e si trova Palazzo Trigona-Scavuzzo, legato ad una delle esperienze più tragiche dell'infanzia di Giuseppe Tomasi. Da Piazza Rivoluzione a Piazza Croce dei Vespri il passo è breve, ma il salto nella memoria storica è di quasi seicento anni: un'altra rivoluzione, quella dei Vespri, che, come quella del 1860, avrebbe cambiato per sempre il destino della Sicilia. Ma più che alla piazza in sé il nostro interesse sarà rivolto al grande palazzo che la chiude da due lati a angolo retto : Palazzo Gangi, dove Luchino Visconti nel 1962 ricostruì l’ambientazione del palazzo Ponteleone del romanzo e girò l'indimenticabile lunga sequenza del ballo.
Dove : Appuntamento al Tempietto della musica del Foro Italico
Quando : 28 dicembre, ore 17.00 - 4 gennaio, ore 17.00 - 7 gennaio, ore 17.00
Sulle tracce dei Florio – parte I : la nascita di un impero economico nella Palermo dell’800

Dalla statua di Vincenzo Florio al Foro italico, attraversando i quartieri a mare del centro storico fino a Piazza Ignazio Florio al Borgo vecchio, questa passeggiata tocca i luoghi che videro l’affermarsi di una delle più grandi dinastie imprenditoriali italiane. Lungo il percorso scopriremo le tracce delle tante attività dei Florio e ne racconteremo la storia inquadrandola nel più ampio contesto dei grandi mutamenti economici, tecnologici, e politico-sociali che cambiarono profondamente l’Europa e il mondo occidentale nel corso dell’800.  Al di là della cornice storica generale,  a cui fare necessario riferimento, racconteremo la vicenda dei Florio soprattutto come straordinaria avventura imprenditoriale ed umana, che ha segnato la Palermo dell’800.
Dove : Appuntamento al Tempietto della musica al Foro Italico
Quando : 28 dicembre, ore 21.15 - 30 dicembre, ore 17.00 - 7 gennaio, ore 21.15
 

Sulle tracce dei Florio – parte II : da Ignazio a Ignazio, apice e declino

A partire dalla statua di Ignazio senior a Piazza Ignazio Florio, risaliremo la via Dante fino a Piazza Principe di Camporeale nella famosa contrada dell’Olivuzza, un tempo rinomato luogo di villeggiatura, dove i Florio stabilirono la loro principale dimora, la famosa villa che vide i fasti del momento apicale della loro fortuna  e la successiva dolorosa e inarrestabile caduta. Attraverseremo la Palermo della belle époque e del sogno borghese di modernità e sviluppo bruscamente interrotto dalla prima guerra mondiale. Lungo il percorso  troveremo luoghi e palazzi particolarmente ricchi di memorie dell’epoca,  tra cui il Villino Favaloro,  il villino Florio e la Villa Malfitano Whitaker  che conservano ancora l’atmosfera ricca di fascino e di cultura che caratterizzò l’alta  società palermitana alla fine dell’800.  
Dove : Appuntamento al monumento al centro di Piazza Ignazio Florio
Quando : 27 dicembre, ore 10.00 - 29 dicembre, ore 10.00 - 4 gennaio, ore 10.00 - 8 gennaio, ore 10.00 
 

Sulle tracce del Gattopardo I : Tra le due case del Principe  

L’itinerario ripercorre gran parte dei luoghi del centro storico di Palermo che fanno da sfondo a episodi del Gattopardo, si svolge attraverso i due quartieri marinari, la Loggia e la Kalsa, e congiunge le due estreme dimore dello scrittore: la casa di via Lampedusa, in cui Giuseppe era nato nel 1896 e che fu costretto ad abbandonare dopo i bombardamenti del ’43, e la casa di via Butera, l’ultima in cui visse e dove immaginava che sarebbe morto. Fra questi due estremi  si svolge il percorso denso di riferimenti all’opera letteraria di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Sul canovaccio narrativo che integra notizie storiche, biografiche e di costume sono innestate le letture espressive di passi scelti tratti da I Ricordi d’infanzia e da  Il Gattopardo
Dove: Appuntamento alla Chiesa di San Giorgio dei Genovessi
Quando : 27 dicembre, ore 17.00 - 29 dicembre, ore 17.00 - 3 gennaio, ore 10.00 - 5 gennaio, ore 17.00 - 8 gennaio, ore 17.00

21 / 22 gennaio - Adobe Lightroom. Leggere l'immagine e progettare lo sviluppo presso Palermofoto via torquato tasso, 4, 90144 Palermo

L'immagine può contenere: 1 persona, sMS
LEGGERE L'IMMAGINE E PROGETTARE LO SVILUPPO IN ADOBE LIGHTROOM

Adobe Lightroom, ad oggi è uno dei software di sviluppo maggiormente utilizzati nel mercato fotografico e oggi più che mai, ogni fotografo deve necessariamente conoscerne le basi per poter cominciare a sviluppare le proprie fotografie, gestire il proprio archivio e distribuire le proprie immagini.
Per questo motivo è di fondamentale importanza riuscire ad ottimizzare il proprio workflow (flusso di lavoro) per avere più qualità, professionalità e velocità nei tempi di consegna dei servizi fotografici.
Sarà affrontato principalmente il metodo per capire e approcciare le immagini prima di intraprendere il flusso di lavoro, trovando la giusta chiave cromatica (colore o bianco nero) per svilupparle e distribuirle. Capire come funziona il colore, la luce e soprattutto il nostro occhio ci permetterà di muoverci all’interno del software con una logica più sensata evitando di lavorare per “tentativi” e rendendo quindi più rapido l’intero flusso di lavoro.

PREREQUISITI

Nessuno. Le lezioni trattaranno anche argomenti base e quindi adatti ai principianti, oltre ovviamente agli argomenti più avanzati.

COSA DEVI PORTARE CON TE

Computer portatile (windows/mac).
Adobe Lightroom versione 5 o superiore, installato sul proprio computer (va bene anche la versione trial scaricabile dal sito di Adobe http://www.adobe.com/it/products/photoshop-lightroom.html).
Una chiavetta USB e vivamente consigliata una tavoletta grafica.

ARGOMENTI TRATTATI

- Che cos’è il rumore digitale e come evitarlo
- Il bilanciamento del bianco, cos’è e perchè è importante
- Formato RAW vs JPEG
- Immagini RAW e file collaterali
- Formato DNG: caratteristiche e vantaggi
- Istogramma: cos’è, come si usa, perché è utile Interpretare correttamente l’istogramma per una post-produzione migliore, -- funzioni nascoste dell’istogramma di LR
- Flusso di lavoro completo con Adobe Lightroom
- Cataloghi, creazione e gestione
- Configurazione delle impostazioni principali
- Panoramica dell’area di lavoro, moduli di Lightroom
- Importazione delle foto
- Aggiunta automatica delle informazioni di copyright
- Visualizzazione e selezione delle foto
- Utilizzo di stelle di valutazione, stati di segnalazione ed etichette colore
- Filtrare la visualizzazione delle foto in base a metadati, attributi e testo
- Raccolte e raccolte dinamiche
- Esempi pratici di utilizzo degli strumenti di catalogazione
- Modulo Sviluppo
- Impostare correttamente il bilanciamento del bianco
- Curva di viraggio
- Pannello HSL/Colori
- Miglioramento della luminosità e dei colori delle immagini
- Ritaglio e raddrizzamento
- Conversione in bianco e nero
- Aggiunta di vignettatura e grana
- Correzione automatica dei difetti dell’obiettivo
- Aumento della nitidezza
- Riduzione del rumore digitale
- Calibrazione fotocamera
- Filtro graduato
- Pennello di regolazione
- Esportazione e salvataggio delle foto in diversi formati.


Il Workshop sarà tenuto da Fabio Florio, fotografo professionista che condividerà con voi i suoi metodi di sviluppo nelle diverse casistiche. Fabio Florio ha costruito la sua professionalità attraverso un percorso estraneo alla formazione accademica. Dopo essersi occupato per anni di grafica pubblicitaria e comunicazione visiva, approda con passione alla fotografia. Incline, per indole e professione, alla cura del dettaglio e al valore del risultato, studia tecnica e storia della fotografia incontrando gli autori che orienteranno poi il suo stile. Dopo un lungo periodo di lavoro come assistente a vari fotografi professionisti, inizia la sperimentazione di un percorso personale. Si forma a Londra nel settore della postproduzione fotografica con importanti masterclass tenute da docenti internazionali come Natalia Taffarel e Julia Kuzmenko.

referenze:
website: http://www.fabioflorio.com/
FB: https://www.facebook.com/Fabiz
blog: http://fabioflorio.tumblr.com/
instagram: https://instagram.com/fabio_il_flo/



QUANDO

21 Gennaio ore 15.00 – 19.00
22 Gennaio ore 9.30 – 13.30 / 15.00 - 19.00

il corso avrà un totale di 12 ore complessive.

Per info e iscrizioni contattateci via email a palermfoto@acsimatteotti.com
o veniteci a trovare in sede in via tasso, 4.
o chiamateci:

Giuseppe Sinatra 3292147214
Salvo Veneziano 3281129233
Dodo Veneziano 3477578820

LIBRI: L'elmetto inglese di Ugo Baduel - Sellerio Editore Palermo


Assai noto ad una certa generazione in un certo ambiente, Baduel - giornalista di grande stoffa, e politico comunista senza chiese e dogmi - nacque troppo tardi per vivere da adulto il fascismo e morì troppo giovane per lasciarsi coinvolgere da quell'altra svolta della storia, le cui conseguenze saranno il nostro futuro, che è stata la caduta del comunismo nel 1989. Poco prima di morire aveva intrapreso a scrivere l'autobiografia, interrotta al tempo dell'infanzia negli anni dell'ultimo fascismo e della guerra fino all'occupazione anglo-americana. E della esperienza di un bambino - ricco, di uno di quei clan aristocratici per i quali la retorica del totalitarismo si adattava naturalmente al lessico dell'antico privilegio, ed era quindi vissuta più autenticamente e più lealmente -, nel mondo chiuso dell'alta società di una antica città del centro Italia, L'elmetto inglese fa il delicato e sobrio romanzo. Ma può essere letto anche in modo diverso, come documento esemplare della formazione che una parte non piccola di italiani (e forse furono i migliori) ebbe, e su cui adesso la storia comincia a interrogarsi. Baduel fanciullo aderì sinceramente ai miti del fascismo; poi divenne un comunista critico e in fondo libertario. E sulla sua formazione influì, si capisce leggendolo, più che l'esperienza di un'oppressione che non conobbe, quella del tradimento dei molti che erano stati oppressori, e che pronti maledirono l'oppressione al momento giusto per continuare a opprimere

giovedì 22 dicembre 2016

Monreale, la cattedrale Unesco e il Museo Diocesano


Di fianco alla cattedrale, ultima stella fra le meraviglie siciliane tutelate dall’Unesco, si apre un mondo fatto di vie acciottolate, balconi fioriti, vecchi palazzi nobiliari e botteghe artigiane che, come il passare del tempo, si rinnovano di generazione in generazione senza mai trascurare il legame con il passato.
Siamo alla Ciambra, dal francese “chambre” che significa proprio camera. Un microcosmo in cui sembra regnare la delicatezza: delle forme, così come dei colori. Una sorta di minuscola medina che sembra essere una delle spalle su cui poggiano gli edifici di culto dell’imponente diocesi di Monreale.
Perdetevi, dentro la Ciambra, camminate a zonzo e soffermatevi a guardare gli angoli colorati e le botteghe. Ci sono i vecchi laboratori di mosaico e negozietti di design che credono in uno sviluppo sostenibile legato al lavoro manuale ed al territorio. Talìa è uno di questi, luogo in cui una ragazza scommette sul suo futuro con le sue particolari ceramiche ed altri prodotto che poco sembrano avere a che fare con Monreale, come la birra artigianale Indemburg che in questo territorio viene prodotta.
Non dimenticate di guardare il portale barocco di palazzo Cutò, residenza del principe di Cutò Alessandro Filangeri, realizzato nel Seicento in tufo e con una merlatura continua nella parte superiore; e di passare sotto gli archi di legno che il minuscolo quartiere custodisce.

Monreale, la cattedrale Unesco e il Museo Diocesano

Entrate e perdetevi fra gli ori della cattedrale di Monreale. Camminate e osservate la storia del vecchio e del nuovo testamento disegnata ad arte fra gli archi della navata centrale. Vi consigliamo vivamente di fare il biglietto che comprende la visita alla cappella Roano, ai vostri occhi si aprirà un mondo inaspettato. Una sorta di cattedrale nella cattedrale.
Avrete la possibilità di camminare sul pavimento di edificazione originaria della cattedrale e di vedere, fra i mosaici, simboli di tante virtù e credenze come i conigli, i pianeti e le code di pesce. Ci vuole occhio, tanto occhio e in questi casi una visita guidata è davvero consigliata.
Guarderete da vicino il Cristo Pantocreatore e la stella che indica il luogo in cui sorge il sole. Lì, in quel luogo che ospita insieme tradizioni cristiane, arabe e bizantine. Culture che si mischiano in una pace davvero eterna.
Guarderete gli sfarzi della cappella barocca del Roano e resterete increduli davanti alle fattezze di queste sculture ad incastro i cui merletti sembrano morbidi come la seta. Abiti, pietre preziose e gioielli intarsiati a mano completeranno uno spettacolo unico.
Infine anche il Museo Diocesano di Monreale, attiguo alla cattedrale, che ospita tutto ciò che ha ache fare con il mondo della religione e con la storia della curia monrealese. Dipinti, libri antichi e tante altri oggetti che potete vivere, su richiesta, anche a misura di bambini.

Monreale, informazioni utili

Per informazioni sulle visite guidate anche a misura di bambini potete contattare la guida Chiara dell’Utri al 3335206747 o via mail chiara.dellutri@gmail.com.
Per chi volesse approfondire le notizie riguardanti il museo diocesano www.museodiocesanomonreale.it
Il lavoro artigianale con ceramiche di design lo trovate su www.taliaceramica.it mentre le birre monrealesi su www.birrificioindemburg.it.

martedì 20 dicembre 2016

LIBRI: la targa di Andrea Camilleri - Rizzoli

 
Vigata, 1940. La sera dell'11 giugno, il giorno dopo l'entrata in guerra dell'Italia salutata dal paese intero come "la vincita di una quaterna al lotto", al circolo Fascio & Famiglia ricompare d'improvviso, dopo cinque anni di confino in quanto "diffamatore sistematico del glorioso regime fascista", Michele Ragusano. Nessuno, com'è inevitabile, lo saluta, ma gli animi in un attimo si riscaldano e volano male parole: fin quando a don Emanuele Persico, novantaseienne tutto pelle e ossa, squadrista della primissima ora, prende letteralmente un colpo. Tutto perché Ragusano gli ha chiesto con tono di sfida: "Il nomi di Antonio Cannizzaro vi dice nenti?". Qualcuno si inginocchia, avvicina l'orecchio al cuore del vecchio e sentenzia: "Morto è". Comincia così un esilarante circo di celebrazioni postume, di opportunismi e di verità sepolte, in cui ognuno eserciterà quell'arte sottile che è propria degli italiani d'ogni epoca: l'arte del revisionismo e del compromesso.

mercoledì 14 dicembre 2016

LIBRI: Esclusi i presenti di Luca Goldoni - Mondadori


L'Italia ricomincia ogni mattina: non si finisce mai di conoscerla. Inviato speciale "inside Italy", Luca Goldoni continua con ironica e graffiante eleganza a "raccontare criticamente" i nostri usi e costumi. Con infinita simpatia, s'intende, ma il fatto è che degli italiani degli anni Settanta c'è da parlarne più male che bene. In Italia, quando si vuole (o si deve) dire qualcosa di scomodo (o di vero), si premette sempre: "esclusi i presenti"; forse anche per questo le maliziose conversazioni pubbliche di Luca Goldoni sono spesso seguite da lettere di commento di lontani "presenti", alcune delle quali riprodotte nel libro.

15 gennaio - Corso di Fotografia presso Parco Fondo Badia Via Badia N°48, 90145 Palermo

L'immagine può contenere: sMS

martedì 13 dicembre 2016

15 dicembre 2016 - 31 marzo 2017 - Inaugurazione della mostra " Divino Amore - L'enigma dell'amore nell'arte contemporanea". A cura di Alba Romano Pace Palazzo Bonocore, a Palermo

Inaugurazione della mostra

" Divino Amore - L'enigma dell'amore nell'arte contemporanea".
A cura di Alba Romano Pace

Palazzo Bonocore, 15 dicembre 2016 - 31 marzo 2017

Direzione artistica Lucio Tambuzzo

Ispirata dal famoso quadro di Tiziano del 1514 dal titolo "Amor sacro Amor profano", la mostra interroga, nei suoi significati ed ambivalenze, l'eterno enigma dell'amore attraverso il linguaggio visivo dell’arte contemporanea.
Le opere presenti: video, installazioni, pittura e scultura intrecciano tecniche e linguaggi differenti ed innestano identità culturale ed evocazioni sensoriali focalizzando sull’interazione uomo-natura.
Il proposito della mostra è quello di creare una sorta di fenomenologia dell'amore, mettendo in evidenza i contrasti e le affinità che intercorrono tra le sue due più forti espressioni, la celeste e la terrena, antitetiche solo in apparenza. Si mostra così come ogni elemento dell'amore può essere l’uno e il suo contrario, per mandare un unico messaggio di pace richiamando l’attenzione su un “patrimonio immateriale ed universale” in quanto continuum evolutivo di idee ed il linguaggi che possano portare alla comprensione ed il rispetto delle diverse culture e correnti di pensiero.

Il percorso espositivo si articola in 5 stanze, ad ogni stanza è adibito un tema, una sezione, dove sono presentati i due aspetti (l’uno terreno l’altro celeste) dello stesso argomento:
Il Chiarore e l’Oscurità; Corpo spirituale e corpo materiale; L’Acqua purificatrice e la Fonte della vita; L’Eden e il Giardino delle delizie; Veneri e Sante.

Artisti in mostra: Giuseppe Agnello, Salvo Agria, Francesco Balsamo, Momo’ Calascibetta, Cinzia Conte, Rita Casdia, Gaetano Cipolla, Sergio Fiorentino, Grazia Inserillo, Carlo Lauricella, Charles Maze, Maurice Mikkers, Andreas Söderberg - Collettivo Moment22, Collettivo Studio Forward, Collettivo mammasONica, Domenico Pellegrino, Giuseppe Pulvirenti, Ignazio Schifano, Marco Stefanucci, Giuseppe Zimmardi.

In occasione della mostra ci sarà la visita ufficiale dei Delegati Internazionali dell'ICCN, Inter City Cultural Network, Organizzazione Internazionale riconosciuta dall'UNESCO, che ha sede a Gangneung, Corea del Sud, città che sarà anche la sede delle prossime Olimpiadi Invernali del 2018, con la presenza di oltre 50 rappresentanti di città e ONG di vari paesi del mondo.

Ingresso libero
Palazzo Bonocore, Piazza Pretoria n.2
palazzobonocore@gmail.com
091 6870520

lunedì 12 dicembre 2016

LIBRI: Garibaldi, l'amante dei due mondi di Luca Goldoni - Bur


Giornalista e scrittore, Luca Goldoni ripercorre in questo volume la vita di Giuseppe Garibaldi, "l'amante dei Due Mondi". Combattente strenuo contro la tirannia e per la libertà degli oppressi, l'eroe risorgimentale, tra i padri della nostra Patria, fu infatti anche un irresistibile tombeur de femmes. Ed è proprio su questo aspetto, sul quale le biografie generalmente sorvolano, che Goldoni vuole puntare il suo sguardo indiscreto

domenica 11 dicembre 2016

LIBRI: Pazzità di Bindi Cataldi Cavallaro Ciaramitaro Corvaia Lupo Maraschi Pintacuda Santoro - Navarra Editore


Stili personalissimi e sofisticati, risvolti imprevisti e tragici, umorismo tagliente, analisi dei rapporti interpersonali e dei legami familiari, atmosfere surreali, solitudini e mal di vivere che muovono verso il sogno e la speranza: una raccolta di racconti per dar voce all'assurdità del reale.

Maria Luce Bondì, Sergio Cataldi, Nicolò Cavallaro, Antonio Ciaramitaro, Marco Corvaia, Franz Lupo, Mauro Maraschi, Tonino Pintacuda e Claudio Santoro sono nuove voci palermitane che hanno scelto la forma del racconto, realizzando istantanee che dal loro spazio limitato invitano a riflessioni, denunce e visioni più ampie.


Pazzità. “Non esiste, non è italiano”, è quello che ci siamo ritrovati a pensare in redazione quando questa parola è saltata fuori, ragionando sui possibili titoli da dare a questa raccolta di racconti. Molte delle storie che vengono narrate sembrano assurde, e degli scrittori – come degli artisti in generale – si dice spesso che son tutti pazzi. Pazzia, assurdità: pazzità. L’abbiamo scelta perché nell’essere un neologismo risulta affine al primo degli elementi di raccordo di questi autori: essi sono nuovi, inediti, emergenti.

la guida Attilio Caldarera descrive i suoi percorsi da affrontare camminando a piedi: 17 dicembre 2016 – PLEMMIRIO E ORTIGIA - 18 dicembre 2016 – ESTREMO SUD – DA ISOLA DELLE CORRENTI A PORTOPALO DI CAPO PASSERO - ​30 dic/01 gen 2017 – CAPODANNO AD ALCARA LI FUSI/NEBRODI - 06/08 gennaio 2017 – EPIFANIA TREK TRA ERICE E LO ZINGARO -


Così, la guida Attilio Caldarera descrive i suoi percorsi da affrontare camminando a piedi.

17 dicembre 2016 – PLEMMIRIO E ORTIGIA
Escursione naturalistica la mattina e trekking urbano di Ortigia nel pomeriggio. Cosa volere di più da una giornata in Sicilia. Il Plemmirio, l’area protetta con spettacolari insenature e sentieri tra macchia mediterranea, grotte e calette. La stupenda Ortigia per una passeggiata guidata per conoscere e gustare il bello del bello con le atmosfere natalizie.
Per chi vuole è anche possibile fermarsi la sera e partecipare la domenica all’Escursione Estremo Sud da Isola delle Correnti a Porto Palo di Capopassero.
18 dicembre 2016 – ESTREMO SUD – DA ISOLA DELLE CORRENTI A PORTOPALO DI CAPO PASSERO
Escursione nella punta estrema della Sicilia dove si incontrano i due mari il Mar Ionio ed il Mar Mediterraneo. Il percorso da trekking parte dalla Isola delle Correnti ed arriva a Portopalo di Capo Passero.
Si cammina attraverso il sentiero sulla costa che rappresenta il sentiero CAI più a sud del Sentiero Italia, che parte della Alpi, attraversa gli Appennini e si conclude proprio a Isola delle Correnti. Il sentiero della giornata passa attraverso spiagge, scogliere, stradelle, porti e centri abitati.
E’ rappresentativo della macchia mediterranea litoranea costiera ed è vario offrendo sempre panorami diversi. Lungo il sentiero sarà possibile fare (per chi vuole) il bagno.
Dopo l’escursione è possibile visitare il Borgo di Marzamemi, caratteristico borgo siciliano con la bella piazza dove è possibile prendere l’aperitivo serale.
Per chi vuole è anche possibile arrivare il giorno prima e partecipare alle Escursione a ORTIGIA E PLEMMIRIO ed anche fermarsi la sera a dormire.
​30 dic/01 gen 2017 – CAPODANNO AD ALCARA LI FUSI/NEBRODI
Un fine anno tra la natura del Parco dei Nebrodi ed il soggiorno nel caratteristico borgo di Alcara Li Fusi. Adatto a chi vuole vivere queste giornate di festa tra le piccole vie di questo paesino di montagna ma nel quale la gente offre una grande ospitalità. Caratteristiche le giornate ma anche le nostre escursioni con trekking ogni giorno alle Rocche del Crasto, al Bosco di Mangalaviti, lungo la Valle dei Grifoni, ed alla Rocca Calanna. Sapori dei Nebrodi, atmosfere natalizie, serate, ballate, sagre, benessere e poi.. buon anno!
Per chi volesse è possibile prolungare il giovedì 02 gennaio e fare una escursione in più.
Programma:
Venerdì 30: Arrivo ad Alcara Li Fusi, sistemazione in b&b, escursione con pranzo al Sentiero alpino della Valle dei Grifoni, rientro agli alloggi, passeggiata lungo le vie del paese, serata, cena e pernottamento ad Alcara.
Sabato 31: Escursione  al Bosco di Mangalaviti da Portella Gazzana. Pranzo al sacco. Rientro ad Alcara nel Pomeriggio epreparazione per il cenone e la serata di Capodanno ad Alcara Li Fusi.
Domenica 1: Escursione sulla cima delle Rocche del Crasto con pranzo di capodanno: Rientro ad Alcara li Fusi nel pomeriggio, ripartenze o per chi vuole restare serata a Militello Rosmarino per il Presepe Vivente.
Lunedì 2: Escursione alla Rocca Calanna sotto il nido dell’aquila, pranzo in trattoria tipica. Nel pomeriggio rientro ai luoghi di provenienza
06/08 gennaio 2017 – EPIFANIA TREK TRA ERICE E LO ZINGARO
C’è una parte di Sicilia che una volta scoperta invita sempre a ritrovarsi periodicamente lungo le sue coste. Siamo nella zona della Riserva dello Zingaro, dove in questo periodo dell’anno si scoprono tratti di costa dove la natura ha sempre vinto le sue battaglie. I sentieri della Riserva mischiano i colori del mare alla vegetazione mediterranea più intatta dell’isola. Le giornate prevedono la visita alla Tonnara ed al Borgo di Scopello, il pernottamento a San Vito Lo Capo, le escursioni a piedi alla Riserva dello Zingaro, lungo i bei sentieri di quella di Monte Cofano e ad a Erice.

I trekking di Natale e capodanno, info utili

Per partecipare alle escursioni o per avere maggiori informazioni potete contattare la guida Attilio Caldarera al 349 7362863, attiliocaldarera@gmail.com.
fonte: http://siciliaweekend.info

martedì 6 dicembre 2016

INFORMAZIONE: Dieta, perché una giornata di digiuno fa bene

Perché una giornata di digiuno fa bene? A seguire una dieta del genere, pare siano sempre più persone. Ma dimagrire digiunando per un giorno fa davvero bene all’organismo? Diverse sono le religioni che parlano di digiuno ma, oggi, anche gli studiosi sostengono che mangiare poco faccia bene. A beneficiarne – tra gli altri – sarebbe chi ha problemi di cuore, ma non solo: resistere alla fame, evitando alimenti per 24 ore circa, sembra che aiuti il cervello a produrre persino nuovi neuroni. Ma la dieta che contempla una giornata di digiuno fa davvero bene?
Considerazioni
In passato, gli uomini sono stati cacciatori e ciò comportava diversi giorni di digiuno: si mangiava, infatti, quando si riusciva a procurare il cibo e, cioè, poche volte a settimana, quando si era fortunati. Mangiare era, dunque, difficile ed occorrevano capacità, furbizia e bravura per riuscire a sopravvivere. Lo stile di vita di allora, poi, non contemplava certamente la colazione, lo spuntino, il pranzo, la merenda e la cena: si mangiava, infatti, soltanto di giorno e, poi, una volta calato il sole, non se ne parlava almeno fino al giorno dopo. A cambiare le carte in tavola, è stata la scoperta della luce artificiale ed altri numerosi fattori che ci hanno portato allo stile di vita ed alle diete spesso errate che seguiamo oggi: in natura, infatti, l’uomo non mangiava di certo cinque volte al giorno ed i nostri geni sono gli stessi di allora. A dimostrarlo sono organi come il fegato che, ad esempio, è capace di conservare energia per rilasciarla quando necessario: lo zucchero si accumula nel fegato come glicogeno e la riserva inizia a terminare dopo circa 12 ore di digiuno.
Benefici
Siamo sommersi di teorie in merito alle diete più disparate: la dieta Bulletproof per dimagrire o quella per perdere 5 kg in poco tempo, solo per citarne un paio.
Alcuni studi dimostrano, però, concretamente, come gli uomini ed i topi che digiunano per circa 16 ore si ammalino di meno rispetto agli altri. Ma astenersi dal cibo quali benefici porta? Le ricerche hanno messo in evidenza come nel cervello si formino nuovi neuroni; le infiammazioni si riducano ed il sistema immunitario si rafforzi, liberandosi delle cellule inutili o anomale – prevenendo, di fatto, la nascita di eventuali cellule cancerogene – e rigenerandone altre. Il digiuno pare, quindi, che rallenti davvero la crescita dei tumori e che il nostro organismo impari ad attuare delle precauzioni – per via del digiuno – che lo aiutano a proteggere i tessuti anche da minacce peggiori: le cellule sono, infatti, stimolate a produrre nuovi globuli bianchi, in grado di rafforzare il sistema immunitario e combattere infezioni e malattie. Il digiuno pare, poi, faccia bene a chi soffre di diabete e a chi ha problemi di cuore. La ricerca in merito continua, ma ciò che è certo è che una dieta di questo tipo andrebbe intrapresa regolarmente, ma senza improvvisazione e sotto il consiglio medico, sperando in ulteriori conferme future che ci permettano di allungare la vita e migliorare il nostro benessere.
fonte: https://www.tantasalute.it/articolo/dieta-perche-una-giornata-di-digiuno-fa-bene/51699/

IL digiuno di 72 ore consecutive

IL DIGIUNO

La questione è talmente importante, ed è stata talmente male trattata e commentata, che non potremmo che invitare i nostri Lettori a fare prova di buon senso, di attenzione e di riflessione, nel seguirci ed applicare in seguito questa sana misura che è il digiuno, secondo il giusto e conseguente utilizzo che loro vogliono farne, secondo i fattori che rappresentano sempre i loro diversi stati: età, condizioni, fabbisogno organico, ecc.

Innanzitutto, ricordiamo loro che perché l'effetto di un digiuno sia, non debilitante, ma benrivitalizzante e rigeneratore, è essenziale che osservino qualche punto ben definito, che se dimenticato, rende applicazione e risultati più difficili e meno rapidi.

Allo stesso modo che per qualsiasi prova di miglioramento di uno stato organico, per qualsiasi funzione deficiente e il mezzo di risanamento scelto, è essenziale ricordarsi che l'appoggio della funzione respiratoria costituisce, nello stesso tempo, il fondo e il migliore mezzo di sostegno, ---- che dunque, se è necessario fare quotidianamente i propri esercizi respiratori in qualsiasi momento, è indispensabile farli in quei giorni di rifacimento degli organi; e inoltre, di usarne secondo certe modalità conseguenti, sulle quali ritorneremo nel corso delle nostre spiegazioni, che permettono di passare, giocando, questi giorni di astinenza, che molti suppongono dover essere delle dure prove!

E' comprensibile ugualmente che delle misure di purificazione, di eliminazione, quotidiane, devono essere allegate al digiuno, per permettere agli organi di liberarsi di quello che le incomoda. Tutto quello che, dai materiali non utilizzati alle materie in fermentazione, dai veleni agli acidi, è accumulato nel tubo digestivo, che viene da essi corroso e disorganizzato, deve essere evacuato con unlavaggio intestinale preso alla sera del giorno del digiuno.

Ci sono molte forme di digiuno, ma bisogna procedere con metodo ed osservazione, per non cadere negli eccessi spiacevoli.

Quello che è certo, e che affermiamo senza paura di dovercene mai pentire per avere causato il minimo torto o problema a chiunque, è che il digiuno rappresenta, al minimo malessere organico, al minimo segno di depressione mentale avvertiti, la migliore e più semplice misura di risanamento da applicare, quella che entra più strettamente nelle leggi e vie della natura, che incessantemente, cerca di riportare alla salute, alla ragione, l'individuo turbato ed incoerente, malgrado le reticenze di quest'ultimo.

Il digiuno è la misura perfetta, sempre seguita da buoni risultati, se conformemente alle indicazioni date qui, viene condotto con intelligenza e misura.

Vi sono moltissime opere che trattano di questa questione del digiuno; certe sono troppo radicali, certe sono assolutamente insufficienti, altre sono parzialmente ben documentate, almeno per quanto riguarda l'azione salutare del digiuno, al suo modo respiratorio nell'organismo; ciononostante non ce ne sono che affrontino completamente il valore della funzione respiratoria, per la giusta e facile condotta del digiuno. Quelli che affrontano la purificazione intestinale preconizzano generalmente l'aggiunta di cure di purghe: minerali, drastiche, che non sono senza inconvenienti, e non veramente raccomandabili.

E' indispensabile che quelli che seguono i nostri insegnamenti, facciano concorrere i fattori utili: astensione completa nell'assunzione di alimenti, pulizia interna e apporto di vitalità tramite la Respirazione; solamente così il digiuno darà i risultati perfetti che qualsiasi individuo, a qualsiasi età, per qualsiasi loro presente stato, sono in diritto di attenderne.

Menti sapienti hanno "riscoperto" le virtù del digiuno; noi diciamo ben riscoperto, poiché niente è meno nuovo che il digiuno, che era già praticato presso tutti i popoli antichi: Persiani, Caldei, Ebrei, Egiziani, Greci, Cristiani primitivi. Dove la cosa diventa divertente, e fa sorridere degli ingenui che si lasciano "prendere", è che certi "furbi" aprono delle case, delle fabbriche di guarigione... dove si pratica seriamente l'insegnamento della cura del digiuno! Evidentemente, fa bene... almeno per il "commerciante", che non deve investire molto, poiché la consegna è severa, teniamo al "bene", alla vita del paziente, nessuna stravaganza gli è possibile, ne permessa, la sorveglianza è seria, benché tinta di una vera sollecitudine... Lo si cura cioè non gli diamo assolutamente niente da consumare.

Solamente, lo circondiamo con un ambiente speciale, di raccomandazioni impressionanti, gli tastiamo il polso, esaminiamo la lingua, le palpebre, gli palpiamo l'addome... e tutto questo fa salire il conto. Ne risulta comunque, evidentemente, un incontestabile miglioramento per questo... prode amico pagante, che non oserebbe ---- visto il lusso di precauzioni di cui è oggetto ---- per niente al mondo arrischiarsi a tentare da solo una simile impresa! Lascia l'istituto sollevato... in due maniere: di qualche chilo di sostanze dannose e fastidiose... e di qualche biglietto, che dopo tutto, va ancora bene per lui, lasciare li, che avere in azione e continuare il suo ingorgo! Finalmente, tutto va quindi per il meglio nel migliore dei mondi, e non potremmo rimpiangere quelli che, facendo una cosi balorda richiesta di protezione... contro la loro semplice ignoranza e golosità, sono insomma, la causa dell'offerta astuta!

Digiunare è la cosa più semplice da compiere! E' un mezzo che ha come scopo di rendere sano l'organismo, di riportarlo ad un funzionamento normale, affinché la libertà di pensiero e d'azione trovi uno strumento d'espressione perfetto. Per acquisire il vero savoir-vivre, profondamente, bisogna cominciare con dare la parola alla Natura, per lasciarla rimettere in ordine quello che è stato guastato e squilibrato: il migliore mezzo è di digiunare. La materia si purifica, ringiovanisce, ed il suo normale rinnovamento s'innesca.

Ci sono diverse forme di digiuni che sono buone secondo i casi. Ma per quelli che vogliono iniziare veramente, per chi, per esempio, sa di avere accumulato nel suo organismo delle malattie, dell'invecchiamento, per colui che non ha conosciuto le regole di vita sana, che si è alimentato di carne fino a questo momento, è necessario digiunare completamente, non sopprimendo solamente certe categorie di alimenti per periodi, o sopprimendo un pasto del giorno ogni tanto, ma deve fare una cura di digiuno.

I mezzi di digiuno parziale interverranno d'altronde con profitto per mantenere purezza e vitalità nell'organismo, quando con una misura completa, avremo riportato quest'ultimo ad un tasso vitale puro, normale, ad una misura di flusso regolare.

Il digiuno, come l'intendiamo qui, è un digiuno Idi 72 ore consecutive, durante le quali non verrà assorbito nessun alimento solido o liquido,ma niente altro che dell'acqua pura. Non sarà necessario d'altronde, prenderne aldilà di quello che comanderà la sete naturale; in ogni caso, un litro d'acqua può facilmente bastare, preso a piccoli sorsi, non inghiottiti rapidamente, ma piuttosto centellinati come una leccornia. Bisogna mescolare, rimuovere quest'acqua, arieggiarla per mezzo della lingua, dei denti, tenendola per più secondi in bocca per miscelarla di saliva e di portarla alla temperatura della bocca. Prenderne quindi, due, tre o quattro sorsi di seguito, non di più. Fare questo quando la sensazione di fame o di sete si fa sentire. Non abusarne, non cedere a questo richiamo riflesso dello stomaco che è molto di più il riflesso di una suggestione, o ancora dello stato di malessere di questo stomaco, che rivela quindi che era veramente tempo che ci occupiamo di lui, per confortarlo!

Bisogna sopratutto decidersi di fare questo digiuno di 72 ore, solamente dopo che abbiamo lungamente riflettuto, quando ne abbiamo pienamente accettato la seppur semplice idea, che ne abbiamo riassunto in se la necessità, la facilità, e che ne abbiamo acquisito il desiderio, preso la risoluzione di compierlo senza lasciarsi raggirare. E' molto semplice, si tratta di comprenderne il valore, la fondatezza, di studiare intelligentemente, e la questione, e il proprio caso, e... di decidere: "Ecco, a partire da domani sabato a mezzogiorno fino a martedì a mezzogiorno, prenderòsolo l'acqua di cui sentirò il bisogno; la sera, prenderò un lavaggio intestinale" ---- e tutto andrà perfettamente bene! L'essenziale è di non domandare l'avviso di nessuno! Ah, le raccomandazioni di prudenza, i visi inquieti, le condoglianze, le derisioni! È la sola parte noiosa del digiuno! E' dunque sensato, se teniamo assolutamente il completo riserbo con il nostro entourage, spesso ignorante, ed inoltre generalmente troppo pigro per avere paura di dovere seguire l'esempio, e che si dibatte già in anticipo! ---- di non apparire all'ora dei pasti... Vedremo con quale gioia ci sentiremo forti, liberi, sbarazzati da un tenace presa, da una vera schiavitù! Costatiamo quanto tempo è stato risparmiato, che possiamo consacrarci a noi stessi, alla propria cultura, ad un lavoro intelligente. Può essere ciononostante assolutamente sensato, se dobbiamo lavorare in maniera assidua durante le ore della giornata di digiuno, di non approfittare dei piaceri e della vitalità che abbiamo a nostra disposizione, grazie all'ostensione dai pasti, e di sentirsi respirare con calma, profondamente, durante una mezza ora o tre quarti d'ora; leggere, se vogliamo, qualche informazione sulla questione importante del momento: che è digiuno e respirazione!

Ci sentiremo in seguito assolutamente a nostro agio, ben disposti e leggeri, il cuore non sentirà nessuna debolezza, l'organismo, renderà un lavoro di cui dovrebbe fare così a getto continuo, senza mai accordargli la minima remissione, sarà al contrario in migliore forma che mai!

Se facciamo questo in un periodo di stato normale, ne seguirà una rapida ripresa di vigore e di lucidità. Se uno stato di malattia ha spinto a prendere questo rimedio, la Natura, infine libera di operare, riprenderà rapidamente la sua paziente opera di ricostituzione degli organi rovinati. Essa domanda solamente di non essere contrastata, per rimettere in azione la naturale forza di guarigione che è in ciascuno di noi, e che tutte le pretese cure, le ingestioni di droghe, di fortificanti, stimolanti, ecc., non fanno che ostacolare nella sua azione naturale di rifacimento.

Come detto prima, per convogliare al di fuori senza più aspettare le scorie presenti nell'organismo prima del digiuno, e quelle che questo digiuno permette di iniziare il processo dell'eliminazione, è utile aiutare, facilitare questa liberazione organica con un lavaggio intestinale, che deve essere preso prima di andare a letto.

Non vi è caso in cui il digiuno possa presentare un carattere temibile, come lo credono seriamente certe persone facendosene uno spauracchio; l'organismo umano, non solamente non ha bisogno di ricariche continue in sostanze alimentari, ma è perché gli imponiamo un constante lavoro di elaborazione, assolutamente sproporzionato con i suoi bisogni di recupero per via digestiva, e incompatibile con la forza degli organi e vie predisposte alla digestione, la nutrizione e l'alimentazione, che esso soccombe!

D'altra parte, tre giorni di astensione non hanno strettamente niente di temibile né di notevole, ed è assolutamente certo che nessun organismo è allo stremo delle riserve di sostanze accumulate in se in tre giorni! Ognuno se ne renderà conto d'altronde se opera con osservazione e fiducia in se; solo il primo giorno sarà meno gradevole per certe persone, ma il secondo è già più facile, ed il terzo completamente fattibile e gradevole. Ciononostante non è necessario continuare aldilà di 72 ore, anche se dei casi di digiuno di 8, 10, 20, 30 giorni e più, siano cose avvenute molte volte. Il meglio è a volte il nemico del bene: non forziamo i nostri talenti, lasciamo che il nostro organismo si riprenda, senza metterci una premura intempestiva, entusiasmo non riflettuto; quando avremo numerose volte, a sufficiente distanza l'una dall'altra, compiuto queste 72 ore di digiuno e che ne avremo costatato i risultati salutari, è sempre facile fare in più, se con lo spirito più chiaro, il pensiero più agente, lo decidiamo, con cognizione di causa. Non consigliamo in questo caso di tentare delle performance, ma di rendere l'organismo sano, resistente, innanzitutto, con delle cure di digiuno purificatore, allo scopo di ritrovare gusto e appetito normali, e di rendersi atti a comprendere il problema della nutrizione!

Quando questo punto viene raggiunto, è interessante osservare certe regole di riposo settimanale dell'organismo. Pensiamo bene di lasciare il lavoro un giorno su sette! Questo nessuno lo dimentica! E cerchiamo anche delle distrazioni che non sono sempre buone! Il vero riposo consiste a variare maggiormente l'organizzazione delle cose da fare nella settimana, di cambiare attività, piuttosto che aspirare a non fare niente!

Tuttavia questa regola di alternanza dell'attività e del riposo è necessaria, essa è sufficientemente osservata e soddisfatta con il lavoro diurno ed il riposo notturno! Un giorno su sette dovrebbe servire ad ognuno da occasione di revisione generale del proprio organismo, del proprio pensiero, delle proprie occupazioni abituali, di messa a punto generale; sarebbe riposante cambiare il corso del pensiero, il genere di attività del corpo, non lo è mai oziare!

Nessuno dimentica il giorno di riposo dal lavoro! Nessuno però pensa che l'organismo, ha veramente bisogno che smettiamo un po' di domandargli degli sforzi di assimilazione di sostanze, di cui spesso non se ne fa niente, salvo per delle riserve per mali futuri.

Ben lungi dal pensare ad accordargli questo riposo, lo stomaco riceve, i giorni di festa e le domeniche, delle richieste di sforzi maggiori; viene sovraccaricato di sostanze in quantità ancora più importanti, e di qualità ancora più nocive!

Comunque, tutti quelli che sono riusciti, dopo queste cure di digiuno, a ritrovare uno stato di salute normale, fanno bene a non dimenticare che il giorno di festa, per l'organismo, sarà quello in cui gli si lascerà il tempo di riparare la sua fatica, le sue usure!

Un giorno intero di digiuno, o per certi, che hanno la saggezza di astenersi sempre, e che di conseguenza, non sovraccaricano i loro organi: un pasto della sera annullato, o ancora l'alleggerimento, o meglio, l'annullamento completo della prima colazione quotidiana, sono delle misure di cura, di economia della vitalità, a cui niente, in qualità di "cure", anche le più sapienti, potrebbe sostituirsi.

Un numero molto alto di persone prende come mezzo di riposo degli organi digestivi questa cancellazione della prima colazione mattutina, il che è un sanissimo rimedio, almeno per tutti quelli che non fanno un grande uso delle loro forze fisiche, e ugualmente per tutti quelli che hanno passato l'età della crescita. Nonostante questo, l'abitudine è cosi radicata di prendere degli alimenti alla fine del riposo notturno, che anche se questo non è necessario in nessuna maniera, molti si credono incapaci di compiere il loro compito della mattinata, senza essere già appesantiti da un inutile lavoro di digestione! Se tutti non sono toccati, indeboliti da questa spesa organica, almeno nella stessa proporzione, è comunque certo che gli intellettuali, che devono sopratutto avere a disposizione, per la produzione mentale, della forza cerebrale, dell'energia nervosa, risparmiano molto ad assorbire il meno possibile alimenti molto leggeri e facilmente assimilabili, al mattino, e che incontestabilmente si troveranno meglio, da tutti i punti di vista, di non assorbire assolutamente niente, oppure solamente un po' di frutta ben matura o un infuso. Tutto questo è affare di osservazione individuale, di giusta conoscenza e comprensione dei propri stati e temperamento personali, e delle leggi generali della nutrizione. Non c'è migliore mezzo di riuscire a vederci chiaro in se ed intorno a se, a diventare capace di scegliere la propria strada, che di mettere ordine e pulizia nel proprio organismo, e partendo dal proprio cervello prima di tutto, e la strada più corta, più semplice e più rapida consiste a digiunare, aiutandosi, per farlo con profitto, dell'esercizio della respirazione, consciamente e scientificamente impiegato.

E' piuttosto durante un periodo di digiuno che cominciamo ad apprezzare veramente il valore della respirazione; al minimo segno di depressione o di mancanza di fiducia in se, reagiamo raddrizzandoci è facendo qualche respiro profondo, seguito da lunghe espirazioni.

L'organismo intossicato si mostra a volte di umore recalcitrante e reclama della sostanza per mascherare i suoi disturbi, in ogni caso in cui la cattiva abitudine della sovralimentazione è seguita da molto tempo, si crea una specie di richiesta meccanica, insaziabile, che bisogna soddisfare a qualsiasi costo, tanto che non siamo riusciti a correggere fermamente lo stato di nutrizione sfasato, e cancellare la fermentazione, e l'acidificazione che ne deriva. Non bisogna cedere a questo richiamo, bisogna in questo caso, ricorrere alla respirazione nella seguente maniera:

Esalare completamente, con un profondo sospiro, tutta l'aria possibile, senza sforzo brutale, restare con i polmoni "a vuoto", per 3 secondi che contiamo mentalmente: uno, due, tre; riprendere allora rapidamente una profonda inalazione ed esalare immediatamente il respiro preso con una lunga espirazione; contare di nuovo: uno, due, tre, tenendo i polmoni "a vuoto"; poi riprendere una profonda e rapida inspirazione, esalare, e quindi di seguito, durante due o tre minuti. Possiamo fare questo cinque o sei volte nella giornata. E' essenziale, durante queste respirazioni, tenersi perfettamente dritti, con il corpo non rigido. Con le braccia piegate, spingiamo i gomiti il più lontano possibile dietro la schiena. La gabbia toracica ha quindi tutta la sua ampiezza, i polmoni si muovono a loro agio ed effettuano il loro meraviglioso lavoro di conversione degli elementi assunti nell'atmosfera, dando quindi della vita, presa direttamente alla fonte.

Certi organismi molto impoveriti, hanno vantaggio a non ripetere frequentemente questa cura di 72 ore di digiuno e di accontentarsi piuttosto, dopo la rimessa in stato di purezza e di funzionamento normale dei loro organi, di seguire una dieta ben studiata, composta e ridotta, e annullare quotidianamente la prima colazione mattutina, il che permetterà loro di assimilare perfettamente gli alimenti che prenderanno ai pasti. Gli organi fragili e deficienti non possono essere, senza danno e superlavoro, sottomessi al lavoro continuo di elaborazione che rappresenta il consumo di tre pasti in 12 ore! I tre sono assimilati male nella maggior parte dei casi, perché gli organi non saranno mai pronti a compiere il loro bisogno se non cancelliamo o almeno rendiamo il più leggero possibile il pasto del mattino: a mezzogiorno, lo stomaco sarà pronto a ricevere e trasformare le sostanze alimentari. E' ugualmente per tutti i delicati, i magri, i freddolosi, è corretto tralasciare almeno un pasto della seraogni settimana; il riposo che ne risulta, porta rapidamente dei migliori metabolismi, e pertanto, un miglioramento delle forze, dello stato generale, dell'appetito, e dei veri progressi ne conseguono, tanto sul piano fisico che dell'umore.

Non omettere di fare durante il digiuno, al mattino e alla sera, gli esercizi respiratori che abbiamo l'abitudine di fare; sono più d'aiuto che non potrebbe esserlo qualsiasi cura speciale! Se qualche tendenza al mal di testa si manifesta, fare, se possibile all'aria aperta, qualche profonda respirazione completa, attentamente seguita e controllata. Nel caso in cui una leggera sensazione di debolezza si manifesterebbe, ---- spesso più di ordine suggestivo che reale, ---- prendere un secondo respiro, esalare, poi inalare di nuovo, e bere un sorso d'acqua, lentamente, prima di esalare. Inspirare di nuovo, prendere un secondo sorso d'acqua, mantenendo il respiro, esalare; quindi tre o quattro volte di seguito. Queste sorsate d'acqua, prese sul Respiro, concorreranno a fare riuscire l'impresa.

Sopratutto non ricorrere agli stimolanti come tè e caffè, che sono giustamente degli agenti dello stato di intossicazione, che fa reclamare, all'organismo, il suo eccitante abituale. Non vi è migliore modo di sbarazzarsi di qualsiasi di queste influenze opprimenti, che degradano e rovinano la resistenza nervosa, con la costante eccitazione nella quale esse mantengono, e che deve, costantemente, essere sostenuta, alimentata con delle nuove e più forti dosi, ---- che di digiunare.

Il tabacco, questo flagello, e allo stesso modo l'alcool, sono in questo modo per sempre cancellati dall'individuo che sa digiunare e astenersi, durante 3 giorni, da questi temibili agenti di degenerescenza e di morte. Bisognavolere, è tutto: se ci appoggiamo intelligentemente sull'esercizio ragionato della respirazione!

Benché sia, come abbiamo già detto, possibile ed anche facile continuare il digiuno dopo il terzo giorno, questo non è utile, poiché si è capaci di ricominciare quante volte lo giudichiamo buono e saggio, nel corso della stagione, dell'anno, delle cure parziali di 72 ore.

Al quarto giorno dunque, possiamo ricominciare ad alimentarsi, ma bisogna operare con buon senso, poiché lo scoglio più importante non è rappresentato dal digiuno, ma piuttosto nella ripresa alimentare. E' anche d'altronde la cosa che manca nei trattati di digiuno; certi, che danno delle buone indicazioni, allettano per esempio il paziente, vantandogli le delizie dei pasti che seguiranno, che sarà cosi fortemente apprezzato! E nessuno teme che il sapore dell'arrosto ne sarà moltiplicato! Insensato! Realizzare un rinnovamento, rendere sensibili, delicati e puri gli organi, è intemperante rimetterci dei germi di putrefazione e di morte!

Una buona maniera di interrompere il digiuno, ---- per gli individui che prendono senza danno della frutta, che non hanno speciali manifestazioni di intolleranza nei riguardi della frutta in ragione di un'acidificazione del loro organismo, ---- è di consumare un po' di frutta dolce, molto matura, di masticarla con cura, o ancora di spremere il succo di questa frutta, e di gustarlo lentamente insalivandolo bene, in piccolissimi sorsi.

Un pugnetto di mais salato e scoppiato accompagna bene questo, e preso due o tre volte nella giornata, è sufficiente con la frutta o succo di frutta. Il meno è sicuramente il meglio; il più semplice, il migliore per questi giorni di ripresa, risiede nel non aggiungere: corpi grassi, sale, zucchero o miele a questi alimenti, di masticare molto lungamente ogni boccone o sorso presi, fino alla perfetta liquefazione e insalivamento. Se si desidera bere, prendere, come durante il digiuno, dell'acqua pura, fredda o calda, almeno una mezz'ora prima, a piccoli sorsi, come già accennato.

In caso di pigrizia epatica, si deve prendere, dopo il digiuno e per dieci giorni, il mattino a digiuno, 2 grani di mais bianco secchi e grigliati al marrone dorato, e polverizzati molto finemente.

Il quinto giorno della cura: secondo giorno dopo il digiuno, dobbiamo prendere due pugnetti di mais saltato, succo di frutta e acqua pura come il giorno prima, senza aggiunta di corpi grassi o zuccherati; la frutta basta.

Il sesto giorno: terzo giorno dopo il digiuno, tre pugnetti di mais saltato, e frutta.

Il sesto giorno: quattro pugnetti, e meno se possibile, e sempre un po' di frutta e di acqua pura, senza aggiungere corpi grassi, zucchero né spezie.

Questo rappresenta la cura assolutamente completa di sette giorni: 3 giorni di digiuno e 4 giorni di dieta speciale. Per chi non desidera fare esattamente in questa maniera è possibile sostituire il mais con altri cereali: l'orzo, per esempio, si presterà bene; farne una cottura che passiamo ad uno spessore desiderato. Mettere a mollo la sera prima, dopo averlo lavato bene, dell'orzo mondato, oppure dell'orzo in paglia; al mattino, fare cuocere a fuoco lento per una o due ore se possibile, aggiungendo del liquido, se quello della cottura diminuisce troppo; passare e consumare, sia come bibita, sia in bollito chiaro, masticando e insalivando molto bene, due o tre cucchiaini del brodo al naturale: quindi senza sale, zucchero, né alcun corpo grasso per tre volte nella giornata. Se preferiamo é anche possibile prendere qualche cucchiaio di riso, semplicemente cotto in acqua, e seccato in seguito al forno, fino a quando ridiventa asciutto e quasi croccante; masticare a fondo è essenziale.

La tapioca, il sago, l'arrowroot, si prestano ugualmente per interrompere il digiuno nella buona forma.

Anche i fiocchi di diversi cereali, di grano, di orzo, di riso, di mais, ben secchi e grigliati al forno, possono sostituire il mais saltato o i cereali cotti. Delle gallette (farina e acqua) cotte al forno, croccanti, fini e leggeri, sono buone.

Per certi organismi molto robusti, il grano intero, messo a mollo la sera prima, e cotto come l'orzo, per più ore al mattino, possono sostituire queste diverse preparazioni, ne basta poco: 2 cucchiai bastano il primo giorno; una perfetta e lenta masticazione è indispensabile.

Dopo avere finito la cura, si deve ancora essere vigilanti di non ricadere sotto l'influenza dei pasti troppo frequenti e troppo carichi, mal composti e speditamente ingoiati! altrimenti i buoni risultati saranno dimezzati, e anche, ci sarà un indebolimento spiacevole della resistenza digestiva, ed il digiuno non sarà cosi portatore come dovrebbe esserlo, di buoni risultati.

E' sensato aspettare, almeno quindici giorni prima di fare di nuovo un'altra cura. Man mano che le ripetizioni aumentano, che le ripetizioni vengono allontanate o avvicinate secondo osservazione, questo diventa sempre più facile e salutare; una vera rieducazione digestiva ne risulta, una rigenerazione organica emerge, l'appetito naturale viene, che indica quando è utile consumare degli alimenti, bere, senza fare riferimento all'orologio, al palato, ma secondo il bisogno. La smania di cibo, questo mostro, scompare e prende piede una garanzia di equilibrio di bilancio, individuale e finanziario. Il gusto diventa sicuro, e tutto viene perfettamente "gustato" dai minimi sapori dei piatti, senza che ci sia più bisogno di preparazioni costose, impegnative e disastrose per gli organi. Semplicità, sobrietà, economia di tempo, di denaro, di vita sono le ricompense, diventano le basi di una vita nuova, intelligente, pura, sana, efficiente.

Un modo di digiunare meno radicale, ma comunque molto efficace, consiste a digiunare completamente, cioè ad assorbire solo dell'acqua, durante ventiquattro ore, ogni dieci giorni all'inizio, poi progressivamente, riuscire a digiunare un giorno intero alla settimana, ed anche un giorno su cinque o quattro, in caso di grande bisogno di rieducazione. Per gli individui che fanno grossi sforzi, e che credono di non poter, dopo il digiuno accontentarsi dei soli cereali mais, orzo, riso o grano indicati, possono gradualmente aggiungere ogni giorno: qualche mandorla mondata, sei il primo giorno, dieci i giorni seguenti, ed aggiungere alle loro preparazioni dell'uva passa, sempre lavata con cura e messa a mollo qualche ora prima di consumarla, da cinquanta a cento grammi.

Cereali, mandorle ed uva, fanno un'eccellente preparazione, ma essa non è utile a tutti, i delicati ed i deboli, se vogliono provare, devono diminuire le proporzioni e sostituire l'uva con delle prugne, lavate e messe a mollo dodici ore almeno, e cambiate d'acqua prima di consumarle.

Il settimo Esercizio viene dato dopo la Nona Lezione. Questa Settima Lezione riguarda sopratutto l'alimentazione, essa non comporta esercizi speciali, ma ciononostante, tutti possono ugualmente essere fatti durante il digiuno, che aiutano a proseguire con scioltezza e perfetto beneficio.

Bene inteso anche se non ancora particolarmente menzionato, i movimenti di flessione, sono leggeri e non necessitano di una forte spesa organica, sostenuti dalla respirazione ritmata; il canto, la lettura a voce alta, la recitazione, sono del tutto indicati per aiutare alla perfetta riuscita del digiuno.

Non se ne faccia un finimondo, l'operazione non è difficile, ma essa è cosi feconda di effetti benefici, che anche se richiedesse uno sforzo di volontà, nessuno rimpiangerebbe di avere sostenuto tale sforzo.

Fino al 19 febbraio 2017 - Mostra di Steve McCURRY alla Galleria d'Arte Moderna di Palermo


"Sony World Photography Awards": fotografi cercasi - Iscrizioni entro il 5 gennaio 2017


Torna la nuova edizione dei “Sony World Photography Awards”, il concorso indetto da Sony per i fotografi di tutto il mondo, diviso in 3 categorie: "Professional", "Open" e "Youth", gratuito e aperto a fotografi di qualsiasi livello, giunto ormai alla decima edizione. Iscrizioni entro il 5 gennaio 2017.

La categoria "Professional" è rivolta a progetti fotografici (da un minimo di 5 a un massimo di 10 foto), tra i quali viene scelto il "Photographer of the year", massimo riconoscimento del concorso. La categoria "Open" premia i migliori scatti singoli delle 10 diverse sottocategorie, dalla fotografia di architettura e di paesaggio, allo still life e street. La sezione "Youth", infine, premia giovani talenti di età compresa tra i 12 e i 19 anni (quest'anno sul tema "Bellezza").

Tanti i vantaggi, non soltanto per i vincitori ma anche per i finalisti e per i fotografi segnalati dalla giuria: ogni anno vengono selezionate delle fotografie tra quelle concorrenti che confluiscono nella mostra organizzata nella prestigiosa "Somerset House" di Londra e ai fotografi vincitori viene assegnato un montepremi globale di 30.000 dollari statunitensi, oltre ad apparecchiature fotografiche Sony di ultima generazione.

Per partecipare è necessario registrarsi al sito, caricando i propri scatti. Ai fotografi associati agli award sarà data visibilità sul sito stesso, e nelle varie piattaforme social collegate al concorso, garantendo anche pubblicazioni sulla stampa internazionale.
fonte: http://www.balarm.it

lunedì 21 novembre 2016

LIBRI: Croce e delizia di Luciano De Crescenzo - Mondadori

Se vi trovaste in mano questo libro, senza copertina e senza nome d'autore, certo non direste subito: «Toh, ecco il nuovo De Crescenzo!».Mancano i filosofi, in Croce e delizia, e mancano anche gli dèi; perdipiù l'azione non si svolge né sotto le mura di Troia né a Napoli, bensì a Parigi.E tuttavia la vostra incertezza non durerebbe a lungo. Quel tocco leggero, quella scrittura trasparente, quel modo di sorridere che ha la pagina vi apparirebbero presto familiari. Non dal repertorio, ma dalla mano felice riconoscereste Luciano De Crescenzo.Croce e delizia è uno strano libro. Si crede di leggere la storia di una burla (argomento canonico, questo, di tanta letteratura e di tanto cinema italiani), e alla fine ci si accorge di aver letto un bellissimo romanzo d'amore. Un romanzo ispirato da «quell'amor ch'è palpito - dell'universo intero - misterioso, altero - croce e delizia al cor», come cantano Violetta e Alfredo nella Traviata di Verdi.Se la protagonista non è giovane e seducente come Violetta, il suo amora è altrettanto assoluto, e il suo destino altrettanto straziante. Ninotchka di Lubitsch fu lanciato con lo slogan: «La Garbo ride»; forse non è il caso di lanciare Croce e delizia con lo slogan: «De Crescenzo piange», ma è certo che molti lettori, arrivati al finale di questo libro, non potranno fare a meno di commuoversi, e forse ai più sensibili accadrà persino di versare qualche lacrima.